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Versilia

Si ustionò accendendo il fuoco: muore un mese e mezzo dopo

Si ustionò accendendo il fuoco: muore un mese e mezzo dopo

Carpentiere e fabbro originario di Capezzano: da due anni era andato in pensione. Era un contradaiolo del Pozzo. Il presidente: «Metteva passione in tutto»

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SERAVEZZA. Non ce l’ha fatta Marcello Maremmani, il 61enne di Pozzi che lo scorso 20 novembre si ustionò gravemente mentre accendeva il fuoco. Usò acetone, secondo quanto riportò lui stesso ai primi soccorritori, e il ritorno di fiamma lo avvolse. È morto, 45 giorni dopo l’incidente, nel centro grandi ustioni di Parma.

Stava cercando di dare fuoco alle sterpaglie, quel giorno, nel suo oliveto in via Tre Usci a Pozzi, accanto alla casa dove abitava con la moglie Franca e i figli Francesco e Matteo (rispettivamente di 37 e 30 anni).

Dopo i primi soccorsi da parte della Croce Bianca di Querceta e del medico della Pubblica assistenza di Arni, giunti sul posto dopo la chiamata del figlio minore accorso immediatamente in risposta alle grida di aiuto e dolore del padre, Marcello Maremmani era stato costretto a rimanere all’ospedale Versilia fino al giorno successivo all’incidente, dato che entrambi i centri specializzati in ustioni di Pisa e di Firenze non avevano posto per accoglierlo.

«Solo il giorno dopo – racconta il figlio Francesco – siamo riusciti con l’elisoccorso a trasferirlo al centro ustioni dell’ospedale di Parma, ma per il fortissimo dolore i medici hanno preferito mantenerlo in coma farmacologico fin da allora. Abbiamo sempre cercato di non lasciarlo solo, ogni volta che avevamo un istante libero venivamo tutti a Parma per rimanere con lui». Aveva riportato ustioni di terzo grado sul 35% .

“Marcellino” – come lo chiamavano tutti nella frazione seravezzina – avrebbe compiuto 62 anni a febbraio. Originario di Capezzano Monte come la moglie, si era trasferito a Pozzi 37 anni fa, all’epoca della nascita del primo figlio. Carpentiere e fabbro, lavoratore instancabile fino alla pensione, due anni fa, è sempre stato molto attivo e apprezzato dalla comunità pozzese tanto da entrare a far parte anche del consiglio della contrada Il Pozzo.

«Ho sempre conosciuto Marcellino – lo ricorda anche il presidente del Pozzo Alessio Quiriconi figlio di Giovanni – e non solo come contradaiolo appassionato al fianco di mio padre, ma soprattutto nella vita di tutti i giorni come amico di famiglia e vicino di casa. Purtroppo è arrivata la notizia che nessuno di noi avrebbe voluto sentire in queste ultime settimane».

Era anche un socio del Circolo Arci Luigi Salvatori, che si trova nella piazza di Pozzi. «Si era avvicinato molto nell’ultimo periodo, oltre ad essere sempre stato un nostro socio – spiegano dal circolo– ed era anche pronto ad entrare nel prossimo consiglio. Lo avevamo deciso prima della tragedia, ma si era pensato comunque di candidarlo in modo che una volta guarito sarebbe potuto entrare a farne parte. Lo ricorderemo come un gran lavoratore, sempre disponibile per il paese e attivo. Siamo dispiaciuti per questa disgrazia e siamo vicini al dolore della famiglia».

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