Gioco
Al Piazzone gallerie e passeggiate in marmo per negozi da grandi firme
Il progetto Pirani attende solo il nuovo bando del Comune: «Anche i chioschi dovranno confrontarsi con l’intervento di prestigio che proponiamo»
VIAREGGIO. Hanno presentato la proposta progettuale all’amministrazione comunale «ed adesso attendiamo che vada a bando». Il progetto è quello di riqualificazione del mercato di piazza Cavour, per il quale si è candidato il Gruppo Pirani partecipando al bando per la manifestazione di interesse scaduto poco prima della fine del 2018. «Entro marzo», spiega Andrea Pirani, amministratore unico del Gruppo Pirani, «ci sarà il bando per aggiudicare i lavori». Perché sia pronto, l’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro deve scegliere il progetto di mandare a bando, eventualmente limandolo e delimitando gli interventi ed i costi. . La proposta del Gruppo Pirani, che si è affidato ad un prestigioso studio tecnico di Brescia, prevede «una quarantina di negozi», racconta Pirani, «distribuiti sui 4.500 metri quadrati di superficie coperta». E non è detto che i negozi, poi, non finiscano per essere un po’ meno «se qualcuno è interessato a più fondi per una stessa attività».
Qualcosa inizia a trapelare del progetto Pirani: «Per fare un bel lavoro abbiamo necessità di partire da zero. Quelli che ci sono oggi si adegueranno a quella che sarà la nuova struttura, al prestigio che l’operazione porterà. Anche per interesse loro». L’intenzione è quella di portare al Piazzone «anche le grandi firme, comprese quelle di marchi internazionali». Di fianco alle quali «non può stare qualcuno dei chioschi che ci sono adesso. Anche queste strutture si dovranno confrontare con la nuova realtà» del Piazzone, con il nuovo volto del mercato di piazza Cavour «che avrà gallerie e passeggiate in marmo, come vogliamo realizzarle. Lì bisogna fare un bel lavoro, ma bello davvero. Sicuramente andranno fatti dei chioschi, ma andranno fatti che si possano adeguare e confrontare con le strutture nuove che andremo a fare. Noi cerchiamo di seguire le direttive del Comune ma anche il Comune dovrà seguire le nostre direttive. Se ci impongono venti chioschi che devono restare come sono, finisce che quelle strutture vanno a deturpare tutta l’iniziativa che andremo a fare noi». —
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