Il Tirreno

Versilia

novità a SERAVEZZA 

Un ufficio in Comune riservato alle cave «Così più controlli»

Tiziano Baldi Galleni

Il via a giugno, responsabile sarà l’architetto Tenerini Tarabella: faremo un salto di qualità anche sulla sicurezza

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SERAVEZZA. Da giugno Seravezza avrà un ufficio cave indipendente. Le pratiche relative alle attività estrattive non faranno più mille girigogoli fra Suap (Servizio unico attività produttive), Pianificazione territoriale e Lavori pubblici. Ci sarà almeno un addetto – forse due, senza nuove assunzioni – che si occuperanno specificamente di questo settore. Un rinforzo che porterà, secondo il primo cittadino Riccardo Tarabella, anche a una «maggiore qualità dei controlli sulle cave».

Il responsabile del nuovo ufficio, che comunque ricadrà sotto il Suap, sarà l’architetto Andrea Tenerini. Già dirigente dell’Urbanistica ed dell’Edilizia privata. Nel 2018 il Comune ha incassato - grazie al contributo sull’estrazione versato dalle cinque aziende che operano sull'Altissimo, Trambiserra, monte Costa e Arni - circa 390 mila euro. Quasi il doppio rispetto al 2017. Dunque un bel polmone economico per il Comune, sul quale vuole porre più attenzione sia dal punto di vista ambientale che organizzativo. «Siamo in una fase in cui si sta modificando il piano regionale cave e stiamo approvando i piani di bacino – dice Tarabella - è un settore da valorizzare e una fonte di introito, ma sul quale vogliamo anche garantire sicurezza e controlli. Lo sappiamo che sempre più cittadini, nel rilascio delle concessioni e nella sfruttamento delle cave, vedono un danno ambientale e sono sensibile a questo tema. Quindi dobbiamo dare anche ai cittadini risposte precise, e l’ufficio cave va quindi incontro a questa esigenza e a quelle dell’ambiente».

Il tema era emerso nell’ultimo consiglio comunale. Il sindaco aveva risposto ad una domanda del consigliere di minoranza del M5S Davide Giannini: aveva chiesto se le maggiori entrate del contributo sull’estrazione sarebbero state investite anche sui controlli in cava. Risposta che arriverà, dettagliata, proprio dopo la costituzione del nuovo ufficio. Si parla di giugno, ma ancora non si è deciso dove sarà collocato fisicamente in municipio. «Fino a ieri avevamo una situazione frazionata – dice Tarabella – e si faceva fatica a stare dietro a pratiche già complesse di per sé e intersettoriali. Abbiamo risposto a un’esigenza in accordo con il responsabile Tenerini».

I controlli per conto del Comune possono essere fatti dalla Polizia municipale, ad esempio per un reato ambientale. Invece, per quanto riguarda la verifica dei quantitativi reali estratti (in base ai quali si calcola il contributo di estrazione) e il confronto con i piani di coltivazioni, li deve fare un tecnico. «Con l’ufficio cave, in questo senso faremo un salto di qualità» conclude Tarabella. Che informa che intanto Seravezza è entrato a far parte del tavolo interregionale costituito da Enrico Rossi per far fronte al tema sicurezza nelle cave. Settore sul quale la Regione ha versato 2 milioni grazie ai quali dal 2017 l'Asl ha fatto 800 controlli l’anno, rispetto ai 200 precedenti. Senza contare quelli che fanno Arpat, Capitaneria di Porto e Polizia Forestale. —

Tiziano Baldi Galleni

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