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Ex Salov, fondi regionali per il recupero dell’area

Donatella Francesconi
Ex Salov, fondi regionali per il recupero dell’area

Esclusa dalle aree di trasformazione urbana a causa dei vincoli idrogeologici L’assessore Pierucci: il progetto è sganciato dalla quantità di costruibile

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Una «scheda norma» del Regolamento urbanistico adottato nell’agosto scorso anche «relativamente all’area ex Salov», che sia «utile a cogliere l’eventuale occasione di finanziamento da parte della Regione Toscana finalizzato alla rigenerazione di tale area». Era la richiesta in una delle osservazioni presentate dal Partito democratico. Considerando che il complesso ex Salov, posto all’inizio di via di Montramito vecchia, non è oggetto di un progetto di trasformazione urbana come le altre 33 aree prese in considerazione dai tecnici dell’Ufficio di piano. «L’area ex Salov», spiega al Tirreno l’assessore Federico Pierucci, «è l’unica area di rigenerazione urbana posta in area blu dal Piano per l'assetto idrogeologico, per cui ha necessità di studi idraulici più approfonditi. Data questa condizione, gli studi idraulici dell’intero Regolamento urbanistico non sarebbero stati sufficienti e ne sarebbero servizi di aggiuntivi».

Sul futuro della ex Salov grave anche il fatto che la proprietà non ha presentato un progetto di recupero, diversamente da quanto avvenne quando fu l’amministrazione Lunardini a mettere mano ad una ipotesi di Regolamento urbanistico. Che per l’area accoglieva il progetto presentato dalla società “Innovare Srl”, con il quale si prevedevano villette, verde pubblico e circa 2.000 metri quadri di superficie da destinare a commerciale.

«Il Piano di rigenerazione urbana», continua Pierucci, «ci è sembrato più adatto, in base alla legge regionale, per l’elevato grado di deterioramento e la necessità di una grande bonifica». Nell’illustrare le modalità di questo tipo di piani, Pierucci aggiunge: «Di solito è il privato che si fa avanti con una proposta di iniziativa privata e poi l’amministrazione valuta. In base alla legge regionale sui Piani di rigenerazione ci può essere un contributo pubblico». Ed il privato proprietario dell’area «può presentare un Piano che è sganciato dal dimensionamento», ovvero dalla quantità di costruibile che il Regolamento urbanistico andrà a fissare. Piano che, sottolinea Pierucci, «segue regole proprie dettate dalla legge regionale».

Così che tra possibilità di usufruire di contributi pubblici e l’essere svincolato dai parametri del Regolamento urbanistico, per qualsiasi privato il vantaggio è più che evidente.

L’osservazione presentata dal Pd è stata accolta per la parte in cui «si ritiene utile precisare nella relazione che il Comune potrà avviare per l’area Salov la formazione di un Piano di rigenerazione urbana ai sensi della legge regionale 65/2014». —



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