Sicurezza
Morta a nove mesi, l’indagine si riapre: "L'incubatrice non funzionava"
Il giudice accoglie la richiesta della famiglia di Ester: nel mirino il presunto malfunzionamento dell'apparecchiatura in ambulanza
VIAREGGIO. Si riapre il caso della morte di Ester Teli, deceduta a soli 9 mesi dopo un trasporto in ambulanza dal pronto soccorso del Versilia all’Opa di Massa. Un trasporto complicato anche da un guasto al motore del veicolo, con il fumo che invase l’abitacolo. Tanto da costringere a far intervenire una seconda ambulanza.
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Ora, a oltre cinque anni di distanza, si torna a indagare sulla tragedia: il giudice del tribunale di Lucca Riccardo Nerucci, infatti, ha accolto la richiesta dell’avvocato Fabrizio Miracolo, legale dei genitori di Ester. Che si erano opposti alla decisione della Procura di archiviare l’inchiesta. In particolare il giudice Nerucci ha dato mandato al pm di verificare le condizioni dell’incubatrice da trasporto che era stata utilizzata sia nella prima che nella seconda ambulanza per ospitare la piccola. Secondo la difesa, che cita a sostegno la relazione di un consulente tecnico della Procura di Massa, quell’incubatrice era malfunzionante e non aveva avuto una manutenzione corretta. Al punto da poter ipotizzare una responsabilità dell’apparecchiatura nella morte della piccola Ester.
La tragedia avviene nella notte del 22 ottobre 2013. Le condizioni di salute di Ester, che soffre di un problema al cuore, sembrano peggiorare e all’1,30 il padre Gentian chiama il 118. Non vedendo l’ambulanza arrivare nella loro abitazione del quartiere Terminetto, Gentian decide di caricare la figlia in auto e portarla direttamente al pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Qui i medici si rendono conto che la bimba va trasferita all’Opa di Massa, dove la piccola è già seguita dalla cardiologia pediatrica proprio per la tipologia del suo problema (che ha già richiesto un intervento chirurgico all’ospedale pediatrico apuano). La bimba viene stabilizzata nell’incubatrice mobile all’interno di un’ambulanza che però, arrivata a Querceta, subisce un guasto alla turbina. L’ambulanza viene invasa dal fumo e proseguire diventa impossibile: sul posto sopraggiunge un altro mezzo, dove viene spostata l’incubatrice, per portare la piccola a Massa. Ma la bambina non ce la fa: quando arriva all’Opa i medici non possono far altro che dichiararla morta.
L’indagine viene eseguita inizialmente dalla Procura di Massa, che esegue anche un accertamento tecnico sull’incubatrice. Il consulente del pm massese è l’ingegner Marco Bernardini, che riscontra – si legge nel ricorso dell’avvocato Miracolo – «il malfunzionamento dell’alimentatore (autonomia di 2 minuti anziché 90 minuti da manuale) e la cattiva manutenzione dell’apparecchiatura» e individua questi fattori come possibili cause della morte di Ester. Su questa base l’avvocato difensore ha presentato ricorso contro la richiesta di archiviazione della Procura di Lucca – a cui nel frattempo era passato il fascicolo – e il giudice lo ha accolto. Anche se solo per una verifica tecnica sull’incubatrice. —
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