Il Tirreno

Versilia

Usa la posta degli avvocati e chiede 950 euro ai clienti

Matteo Tuccini
Usa la posta degli avvocati e chiede 950 euro ai clienti

Anche il penalista Gabriele Parrini vittima del pirata informatico durante le feste.  Dal suo indirizzo sono partite richieste di pagamento o messaggi fasulli

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VIAREGGIO. Un altro avvocato finisce nella trappola del pirata della posta elettronica: stavolta a farne le spese, almeno in senso figurato, è il penalista viareggino Gabriele Parrini. Dal cui indirizzo, durante le feste natalizie, sono partiti richieste di pagamento e messaggi-trappola per clienti e amici.

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Qualcuno se n’è accorto e non ci ha fatto caso. Ma non tutti hanno dimestichezza con la posta elettronica e c’è chi c’è cascato, almeno in un primo momento. Così l’avvocato Parrini si è sentito telefonare da un cliente che, rammaricandosi, ha ammesso di non avere a disposizione i 950 euro che gli venivano chiesti immediatamente con un bonifico, da inviare al numero tal dei tali. L’avvocato è caduto dalle nuvole e ha risposto che nessuna richiesta in tal senso era stata inviata per email da lui in persona. Anche perché sia la forma che la sostanza erano discutibili. Un altro messaggio, recapitato anche ad alcuni amici, recitava così: «Come stai? Ho un problema urgente a spiegarti. Contattami per e-mail discretamente perché sono irraggiungibili sul mio telefono in attesa di dirti. Posso contare su di te? Grazie». Dovrebbe mettere in allarme l’italiano incerto e un po’ meccanico, più somigliante alla calata dell’allenatore britannico Roy Hodgson che a quella di un penalista.

Fatto sta che le telefonate preoccupate sono aumentate. E a quel punto all’avvocato Parrini non è rimasto altro che prendere atto che la sua posta elettronica era stata violata da un hacker, o pirata informatico che dir si voglia. Così si è rivolto al commissariato di polizia di Viareggio per fare denuncia. Nel frattempo il suo indirizzo di posta resta bloccato.

Si tratta dell’ennesimo episodio che vede coinvolto, suo malgrado, un avvocato. Nelle scorse settimane a finire nella ragnatela degli hacker era stato Pierpaolo Santini, noto penalista di Forte dei Marmi, che si è accorto che la sua mail era stata violata «perché hanno iniziato a chiamarmi diverse persone per chiedermi cosa mi fosse successo. Persone che – spiega l’avvocato – avevano ricevuto la mail». L’oggetto delle mail era sempre lo stesso: “Molto importante”. Le mail, poi, erano di due tipi. In una era stato scritto: «Salve. Stai bene? Devo chiederti un favore. A presto, Pierpaolo Santini». Nell’altra sono andati direttamente al sodo. «Hanno scritto che mi trovavo in Costa d’Avorio, che mi avevano rubato tutto e che avevo bisogno immediatamente di soldi». Ovviamente era tutto falso. A maggio stessa sorte era toccata all’avvocato viareggino Umberto Prisco.

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Ma molti altri legali sarebbero finiti nella rete di un pirata che, da questo punto di vista, sembrerebbe aver preso di mira i professionisti. Il perché, se vogliamo, è semplice: molti di questi indirizzi di posta elettronica possono essere recuperabili su Internet. Ed è chiaro che un avvocato, o un professionista in generale, è un nome ghiotto: ha una discreta rete di possibili vittime della truffa, che possono rimanere ingannate dall’autorevolezza e dal ruolo di chi sembra inviare la mail. E invece è solo il paravento del truffatore on line.


 

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