La protesta
Promossa la fattura elettronica «Serve a combattere l’evasione»
Commercianti, professionisti e artigiani ammettono disagi al debutto «Ma lo strumento è utile e necessario, con la pratica si potrà migliorare»
Va bene, bisogna aggiornarsi e saper maneggiare Internet e il pc. Va bene, ci si deve impegnare mezz’ora invece dei soliti dieci minuti. Ma la fattura elettronica, obbligatoria dal 1º gennaio, non sembra aver scombussolato così tanto il mondo delle partite Iva. Commercianti, professionisti e artigiani si sono messi subito all’opera per inviare o ricevere la documentazione digitale. E fare in modo che il ministero delle Finanze la registri e la depositi al suo interno per 10 anni. E quelli che mugugnano? «Chi si lamenta – lo si dice apertamente – può avere difficoltà con le nuove tecnologie, ma su questo bisogna sforzarsi di migliorare. Altrimenti è solo paura di non poter fare i propri comodi come in passato».
Perché su un punto sono tutti d’accordo: la fatturazione elettronica è uno strumento utile nella lotta all’evasione fiscale. «Si tratta di uno strumento importante – afferma Antonio Nutini, titolare del ristorante Marcantonio in Passeggiata e referente Confcommercio – Lo Stato è più attrezzato nella lotta all’evasione: certi giochetti, come far sparire la fattura, non sono più possibili. Capisco chi fa molte fatture ogni giorno e si ritrova con un aggravio di lavoro a fine serata; capisco anche il titolare di un’impresa familiare di una certa età, che si sente a disagio con il pc e teme di sbagliare sul digitale ciò che faceva sulla carta. Per il resto non mi sento di dare giudizi negativi, con la pratica si potrà migliorare».
Opinione condivisa da due noti commercianti della Darsena come Rita Bartelloni dell’alimentari Silvia e Alessandro Marcozzi del negozio Rosita. Rita confessa di non essere particolarmente a suo agio con l’elettronica, «ma c’è mia figlia Silvia che segue tutto». E Silvia la vede così: «Forse ci vuole mezz’ora invece dei soliti dieci minuti, forse ci sono margini più ristretti (la fattura ad esempio può essere corretta entro due giorni e non oltre, ndr), ma non mi sento di dire che abbia peggiorato la nostra qualità del lavoro. Credo che questo sia il futuro e ci si debba adeguare». Alessandro Marcozzi, invece, spiega di essere titolare «già da anni di un indirizzo di Posta elettronica certificata, con tanto di archivio digitale a mia disposizione per le fatture. Questo mi ha agevolato il compito, anche se io le fatture le ricevo dai fornitori, non le emetto. Detto ciò, non ci vedo alcun sacrificio e penso che se si evita qualche furbata può solo essere un bene».
Le associazioni di categoria, inoltre, hanno messo a disposizione servizi di consulenza e non solo. «Come Confartigianato – afferma l’imprenditrice Michela Fucile, che dell’associazione è presidente provinciale – abbiamo dato la possibilità agli artigiani, associati e non, di servirsi del nostro portale per inviare le fatture elettroniche al ministero. È un’opportunità che semplifica molto. In generale anch’io do un giudizio positivo su questa novità».
A sostenere che la fatturazione elettronica è uno strumento anti-evasione è anche Manuela Frediani, titolare di un noto studio commercialista: «La procedura è moderna e utile, soprattutto contro i grandi evasori. Bisognerà vedere se il sistema si mostrerà efficiente. E se non andrà in tilt per i troppi dati». —
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