Gioco
Proposta dei geometri: rendere residenze i fondi commerciali
Le osservazioni del Collegio della provincia di Lucca al regolamento urbanistico per dare il via a una stagione di ristrutturazioni edilizie in tutta Viareggio
Quasi cento pagine di osservazioni, dettagliatissime sulla parte del Regolamento urbanistico che si può definire più “edilizia”: sono quelle presentate dal Collegio provinciale dei geometri, presidente Pietro Lucchesi. L’analisi delle osservazioni in commissione urbanistica per quelle di geometri e architetti è fissata per il 4 gennaio, alle ore 9. Oggi pomeriggio la commissione presieduta da Riccardo Pieraccini torna a riunirsi, alle 14,30, dopo la pausa natalizia per prendere in considerazione quelle presentate da Pd, Parrocchia del Varignano, coordinamento “No asse”.
L’attenzione dei geometri si concentra sui cambi di destinazione d’uso possibili e non. Arrivando alla conclusione che: «Si ritiene opportuna la stesura di un nuovo articolo che preveda, per tutte le unità presenti sul territorio, aventi qualsiasi destinazione, la possibilità di cambio d’uso verso la residenza. A condizione della cessione al Comune di una unità atta a garantire l’agevolazione dell’emergenza abitativa».
Tra i cambi di destinazione che il Collegio dei geometri ritiene fondamentale, quella relativa a tutti i tipi di fondi: «Si richiede - così l’osservazione - la possibilità di poter continuare ad effettuare il cambio d’uso verso la residenza quando non vi è aumento di Superficie utile lorda, in quanto non comportante aumento del carico urbanistico». Pare paradossale che non sia possibile, per un libero cittadino, poter trasformare il proprio piccolo fondo artigianale con un ufficio-studio privato e viceversa». A sostegno della tesi, per quanto riguarda le zone di più recente insediamento residenziale, i geometri della provincia di Lucca portano un dato: «In un’indagine effettuate nelle zone “B” circa 300 fondi commerciali (70% dell’esistente) risultano praticamente inutilizzati ed in alcuni casi addirittura in disuso. Testimonianza che tale destinazione risulta ormai non utilizzata, all’interno di certe zone».
Per quanto riguarda, poi, la possibilità di sopraelevare nelle osservazioni si chiede «di non limitare l’altezza massima a 7 metri, in quanto tale indicazioni non risulta sufficiente per la sopraelevazione realistica di un piano. Si richiede semplicemente la possibilità di sopraelevazione di un piano abitabile pari ad un’altezza media di metri lineari 2,70 oltre opere strutturali».
Le osservazioni presentata dal Collegio dei geometri sono il frutto del confronto con gli uffici che allo strumento urbanistico hanno lavorato: resta da capire quante e in che misura saranno effettivamente accolte. —
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