Toscana
Per gli architetti bisogna favorire l’accoglienza turistica
VIAREGGIO. Regolamento urbanistico, Variante semplificata al Piano strutturale e Rapporto ambientale (Vas) da «ritirare se confermato il contrasto rilevato con la norma vigente». Iniziano così le osservazioni dell’Ordine degli architetti della Provincia di Lucca, presidente Patrizia Stranieri. «L’integrazione all’avvio del procedimento (quello dell’amministrazione Betti, ndr)», si legge ancora, «pur avallata dagli uffici della Regione Toscana che mostrano una certa discrezionalità nell’esercizio delle funzioni, non è tuttavia prevista all’articolo 230 della legge regionale 65/2014. La quale prescrive invece che la conclusione delle consultazioni sia condizione necessaria per poter procedere alla redazione del Regolamento urbanistico ai sensi della legge regionale 1/2005. In questo caso l’amministrazione avrebbe dovuto invece avvalersi dell’articolo 232 - “Disposizioni transitorie per i Comuni dotati solo di Piano strutturale approvato - per la redazione di un Piano operativo ai sensi della legge vigente».
Osservazione, quella dell’Ordine degli architetti, ripetuta da più parti così come quella relativa alla necessità di dotare il Regolamento urbanistico adottato dal consiglio comunale ai primi dello scorso agosto, e redatto dall’architetto Fabio Lucchesi insieme a tutti i collaboratori dell’Ufficio di piano, di un «Quadro conoscitivo aggiornato del patrimonio edilizio esistente. Che permetta di valutare insieme alle statistiche dei censimenti integrati nell’avvio di procedimento, l’evoluzione del modo di abitare la città in modo di valutare e proporre correttivi al fenomeno del degrado e dell’abbandono».
L’attenzione degli architetti è rivolta anche a quanto il Regolamento non prevede sul fronte accoglienza turistica: «È opportuno correggere - si legge nelle osservazioni - la norma che non consente il cambio di destinazione dell’immobile da residenziale a ricettivo». Ed ancora: «Sono presenti sul territorio comunale grandi edifici di alberghi dismessi. Sarebbe utile conoscere se vi è una strategia di rilancio del turismo, della congressistica, che possa consentire anche investimenti nel settore degli alberghi».
Tra i punti delle osservazioni anche quello relativo alla destinazione di teatri, cinema, locali di spettacolo: «La destinazione d’uso di questi locali», sottolinea l’Ordine, «è quella dei “servizi”, non quella commerciale. Si richiede che tale funzione sia spostata nella destinazione d’uso corretta che non è quella commerciale». —
D.F.
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