Gioco
Fallimento, sui tempi grava la richiesta dell’Erario che reclama tredici milioni
Parla il curatore Donato Bellomo: udienza fissata d’urgenza il 31 gennaio
i conti
Due aste importanti - quelle del 23 gennaio e del 6 febbraio - per il fallimento della Viareggio Patrimonio ed in mezzo una data che molto dirà sui tempi per la chiusura dell’intera procedura fallimentare. Il 31 gennaio, infatti, davanti alla commissione tributaria provincia di Lucca si tiene l’udienza fissata per discutere la richiesta della Agenzia delle entrate: 13,5 milioni di tributi che la Viareggio Patrimonio oggi fallita deve versare all’Erario - a detta dell’Agenzia - sull’illecito guadagno dei 20 milioni di tributi riscossi che la società pubblica, nel 2012, non riversò al Comune. C’è un procedimento penale in corso e l’Agenzia delle entrare reclama quanto ritiene di aver diritto ad incassare.
La sentenza che deriverà dalla trattazione ottenuta dalla curatela d’urgenza «farà sicuramente scuola», sottolinea Donato Bellomo, il curatore che ha l’arduo compito di tessere tutte i fili delle vicende che hanno portato al fallimento della società interamente partecipata dal Comune di Viareggio. Fallimento per il quale i tempi ipotizzabili per gran parte dipendono dall’iter che la curatela dovrà intraprendere proprio relativamente a questo contenzioso. Ma non è finita qui: «Per immaginare una tempistica di chiusura del fallimento», ricorda Bellomo, «va definito il contenzioso con Gaia». L’azienda idrica ha rateizzato - con delibera dell’Autorità idrica toscana - circa 11 milioni di debiti relativi ai mutui per il Servizio idrico integrato. Una volta subentrato il fallimento, questo il nodo da sciogliere, la delibera di un’Autorità idrica ha ancora valore, prevalendo nel fallimento l’interesse dei creditori sopra ogni altra cosa? «Se si sta dentro il piano della rateizzazione», sono le previsioni di Bellomo, «con il fallimento si va avanti fino al 2022». Ma l’azienda idrica del presidente Vincenzo Colle ha incassato di recente il maxi finanziamento e, dunque, il confronto con il curatore della Patrimonio su una possibile chiusura anticipata del debito è inevitabile.
Rimangono ancora due questioni: il terreno al depuratore di Viareggio dove Sea Risorse, in comodato, ha realizzato il codigestore; e le Carbonaie. Per il primo bene la curatela sta facendo redigere il frazionamento dell’area; per il secondo è ipotizzabile che torni nella gestione del proprietario (il Comune). Con tutto un capitolo di completamento bonifica che è stato anche all’attenzione della Autorità giudiziaria. —
D.F.
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