Toscana
Addio a Enrico Lippi, una vita fra il mare e il Carnevale
Viareggio, è stato prima bagnino e poi proprietario del bagno Giuseppina 2 in Passeggiata. Agli hangar ha lavorato con alcuni dei più grandi maestri della cartapesta
Viareggio. D’estate sul mare a tenere d’occhio viareggini e turisti che si godevano le vacanze in spiaggia, d’inverno ai baracconi del Carnevale di via Marco Polo a preparare i carri di cartapesta fra calchi in gesso e colla di farina. Enrico Lippi, viareggino doc, avrebbe compiuto 89 anni il prossimo 2 gennaio, gran parte dei quali trascorsi fra proprio così, al lavoro fra il bagno Giuseppina 2 in Passeggiata e gli hangar dei tanti carristi con cui ha collaborato. Una vita che – divisa tra il mare e il Carnevale – è stata fino a qualche anno fa anche quella di tantissimi viareggini del secolo scorso.
Nato a cavallo delle due guerre, quando la vita non era certo semplice, ha vissuto da ragazzino il periodo drammatico del secondo conflitto mondiale. Anni di fame e di stenti, con un periodo trascorso da sfollato nello Stazzemese. Poi, alla fine della guerra, il ritorno ad una vita finalmente più “normale”, con l’entusiasmo di una ricostruzione che a Viareggio e in Versilia ha portato ricchezza e benessere. Lui, ancora ragazzo, ha cominciato a lavorare come giovane bagnino alla mitica Bussola di Focette. Poi, qualche anno più tardi, è rientrato su Viareggio dove ha trovato posto al bagno Giuseppina 2, nel tratto di Passeggiata fra il Royal e l’Astor. Una vita a contatto con la gente che ha sempre apprezzato, tanto che – dopo essersi sposato con Ida Mazzola ed aver avuto due gemelli (Alessandro e Stefano) proprio all’inizio degli anni Sessanta – ha cominciato a pensare di mettersi in proprio e acquistare lui stesso uno stabilimento balneare. Un sogno che si è concretizzato alla metà degli anni ’80, quando gli capitò l’occasione (che colse al volo) di comprare proprio il bagno Giuseppina 2 dove aveva lavorato per tanti anni. E dove ha continuato a lavorare fino alla scorsa estate, nonostante si fossero già manifestati i primi, seri problemi di salute.
E se l’estate era tutta dedicata al mare, l’inverno era la stagione in cui Enrico Lippi cambiava gli abiti per vestire quelli del carnevalaro. Già, perché fin da ragazzino – quando i carri si costruivano ancora in via Cairoli – ha collaborato con tanti maghi della cartapesta passati poi alla storia del Carnevale. Da Sergio Baroni a Silvano Avanzini fino a Renato Verlanti, l’ultimo con cui ha lavorato. Mani d’oro, le sue. Come quelle di Luciano Lucignani, suo grande amico ed altro storico personaggio dei baracconi. Fra le sue più grandi soddisfazioni legate al Carnevale, Enrico Lippi amava ricordare un’avventura in Portogallo alla fine degli anni ’50, quando insieme a altri maestri della cartapesta viareggina partecipò ad una sfida fra i più grandi carnevali d’Europa sotto gli occhi di Salvator Dalì. Una sfida che si concluse proprio con la vittoria di Viareggio.
L’esperienza nel mondo della cartapesta, per Lippi, si chiuse poco prima dell’esodo dei vecchi hangar dai baracconi di via Marco Polo ai più confortevoli hangar della Cittadella. Anche se ha sempre mantenuto una passione viscerale per il Carnevale. La vita di balneare, invece, lo ha assorbito fino agli ultimi suoi mesi di vita, visto che la scorsa estate è stato a lungo al suo posto alla direzione del Giuseppina 2, ad affiancare il figlio Alessandro che nel frattempo ha preso in mano le redini del bagno raccogliendone il testimone.
Alla fine di ottobre, però, le sue condizioni di salute si sono aggravate fino alla morte, avvenuta la vigilia di Natale. Ieri i funerali. —
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