Il Tirreno

Versilia

Un cliente tredicenne e un bimbo di 10 anni usato come pusher

Un cliente tredicenne e un bimbo di 10 anni usato come pusher

Per consegnare la droga ai clienti non esitavano ad affidarsi anche a un bambino di 10 anni, usato di fatto come pusher

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VIAREGGIO. Per consegnare la droga ai clienti non esitavano ad affidarsi anche a un bambino di 10 anni, usato di fatto come pusher. Ma in realtà non è che questi spacciatori mostrassero particolari preoccupazioni nel fare il loro "lavoro", denotando una spavalderia fuori dal comune. Agivano in pratica alla luce del sole, a volte senza nemmeno aspettare che fossero i consumatori di droghe a rivolgersi a loro, ma andando essi stessi a cercare potenziali clienti tra i passanti.

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A volte, è stato sottolineato, bastava attraversare piazza D’Azeglio per essere avvicinati e sentirsi proporre l’acquisto di droghe. E il mercato era florido: «In due mesi di controlli abbiamo registrato almeno una quarantina di clienti al giorno», come ha spiegato il commissario capo Silvia Cascino. E tra questi clienti anche molti giovani. Non a caso l’attività degli spacciatori si era intensificata con la riapertura delle scuole (fra l’altro al capo di imputazione di spaccio si sono aggiunte le aggravanti della vicinanza agli istituti scolastici, uso di minori e spaccio a minori). Il caso più eclatante è quello di un tredicenne, poco più che un bambino insomma, che era tra i clienti del gruppo dal quale si riforniva di hashish.

L’operazione insomma, oltre alla soddisfazione per gli arresti, ha fatto emergere un quadro preoccupante, come ha sottolineato il questore Vito Montaruli: «Già il mese scorso, sempre per droga, il commissariato di Viareggio aveva arrestato una decina di persone. È evidente che in questa zona siamo davanti a un problema, che non può essere affrontato solo sotto il profilo della repressione, ma che richiede anche un’attività di prevenzione che coinvolga tutte le istituzioni». -

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