Gioco
Rivoluzione al Festival Pucciniano: entrano Marialina Marcucci e Pozzoli
Fanno rumore le dimissioni del vice presidente Alberto Pisanelli e del consigliere Daniele Giannini: «Divergenze sulla gestione»
«Chi affronta il cimento e vinto resta porga alla scure la superba testa» si canta nella Turandot che tanto successo ha dato a quella Fondazione Festival Pucciniano che oggi vede uscire, dimissionari, il vice presidente Alberto Pisanelli ed il consigliere Daniele Giannini. Giusto in tempo per non perdere la testa, passando da risanatori a vinti, nella telenovela infinita in riva al lago alla quale neppure l’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro sembra poter porre fine. Al posto di Pisanelli (uomo della squadra di Del Ghingaro fin dalla campagna elettorale 2015) e dell’avvocato Giannini, entrano Marialina Marcucci, presidente della Fondazione Carnevale, che del Pucciniano sarà vice presidente, e Stefano Pozzoli, commercialista fiorentino, già comissario del Carnevale viareggino. «Non so neppure i retroscena», sono le parole che Marcucci consegna al “Tirreno”: «Mi sono messa a disposizione». Ma un ragionamento sul Pucciniano la neo vice presidente lo formula già: «Il Festival va legato al territorio, come avviene altrove». Chiaro che è il primo passo per la Fondazione culturale unica che il primo cittadino ha in mente fin da quando ha messo piede nel Palazzo comunale.
I retroscena vanno di bocca in bocca negli ambienti della politica cittadina: il 17 scorso si è tenuta in Municipio la riunione decisiva, con il sindaco Del Ghingaro a prendere le parti, senza dubbio alcuno, del presidente del Pucciniano Alberto Veronesi. Di fronte a Pisanelli e Giannini che hanno messo sul tavolo il fatto di «non condividere la linea progettuale e gestionale». Giannini, forte dei 15 anni messi insieme, amministrazione dopo amministrazione, nei consigli di amministrazione del Pucciniano, non ci gira troppo intorno: «Ci aspettavamo una presa di posizione netta». Di fronte ad una gestione che Giannini riassume in pochi tratti di pennello dal colore intenso: «Avrei preferito una sinergia con i teatri importanti regionali; ed ancora, bene Signorini la prima volta, ma non si può fare sempre Signorini; per non parlare del portare Bocelli che non è un tenore». Pisanelli, uomo dei conti della gestione del Pucciniano dall’insediamento della Giunta Del Ghingaro al governo della città, sottolinea che alla scelta delle dimissioni si è arrivati per «divergenze nel modo di gestire la Fondazione». Acuite da «interpreti “low cost” e decisioni dell’ultimo minuto», per quanto riguarda la stagione 2018. Che pure ha visto - ricordano Giannini e Pisanelli - «una grande Tosca del regista Del Monaco».
Ma sembra proprio questa sorta di montagne russe, dalle stelle alle stalle, ad aver mosso la decisione: «Molto sofferta», racconta Pisanelli quando il Tirreno lo raggiunge dopo che la notizia è circolata in città come un anticipo dei botti di fine anno.
Entrambi i dimissionari glissano sulla domanda relativa ad uno dei temi più “caldi” in riva al lago in questo fine 2018: la scadenza del contratto del direttore generale Franco Moretti, figura non presente nello Statuto della Fondazione. Il cda non ha affrontato la questione fino ad oggi, attendendo un segnale dall’amministrazione comunale, per quanto il consiglio di amministrazione possa decidere in piena autonomia. Secondo le indiscrezioni circolate, il contratto a Moretti (la cui moglie cura gli uffici stampa di entrambe le Fondazioni) verrebbe rinnovato fino al 2020, data di scadenza del mandato del sindaco. Così che “avanti tutta”, verso la stagione 2019 che promette di cimentarsi ben oltre Puccini, mettendo in scena una per ora misteriosa Aida. —
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