La protesta
Mendella: «Ecco perché ho detto no al ruolo di presidente onorario»
Giorgio mendella
Cari tifosi, stimato Presidente, nel corso della partita con il Gavorrano la nuova proprietà mi ha fatto il regalo di offrirmi la presidenza onoraria del Viareggio Calcio. Vedete: Tanto tempo fa io mi sono innamorato di Viareggio e del Viareggio così come un bambino orfano si può innamorare della persona che per prima gli fa una carezza e da allora ho sempre avuto nel cuore il desiderio di poter fare qualcosa per questa città e per questa squadra. Ma il Presidente Onorario è una figura che deve “portare onore”, ed il mio onore è stato disintegrato in tempi lontani e bui ed io sono ancora alla ricerca di una soluzione giuridica, purtroppo allo stato inesistente, per ricostruirlo alla luce di fatti che “oggi” forse non sarebbe arduo affermare e dimostrare. Un Presidente Onorario che non porta maggior onore sarebbe qualcosa che non aiuta o che forse addirittura penalizza ed io mai vorrei questo per tutti voi. E poi io sono ancora “un giocatore”, magari scarso ma pieno di entusiasmo e di volontà, e per ruolo e per natura lo stare “in tribuna” mi intristirebbe e mi renderebbe inutile. Come sapete sto percorrendo con altre persone una impresa nuova ed affascinante ed il mio ruolo è quello di fare tutto per renderla forte e produttiva, se ciò come crediamo accadrà avremo la forza ed i mezzi per essere vicini in modo tangibile alla proprietà ed alla squadra, se mai ciò in futuro potesse servire o avere senso. Non posso dirvi se ci riuscirò o quando, ma posso dirvi che ci proverò con tutte le mie forze e nel più breve tempo possibile. Questa è una proprietà che mi appare consapevole dei propri impegni e serena nell’affrontarli e questo è già un grande ingresso, ha vinto la sua prima (difficile) partita e questo è un segno felice, lasciamola lavorare con serenità e condivisione e speriamo che apra un lungo ciclo. Non posso essere il “Presidente Onorario” per le ragioni che vi ho detto prima, ma posso e voglio essere un tifoso “onorato” per l’offerta ricevuta e che lavora per tentare di essere, se mai un giorno fosse necessario, una persona “utile” per tutti.
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