Toscana
Addio a Fortunato Larini, il re dei cinema
L’imprenditore, padre di Fabrizio, aveva aperto diverse sale in Versilia e in Lucchesia. Oggi pomeriggio a Quiesa l’addio
MASSAROSA. Aveva 93 anni ma aveva tenacia da vendere. Fortunato Larini, imprenditore versiliese nel settore dei cinema e poi proprietario di stabilimenti balneari, è scomparso nella sua casa di Tonfano nella notte tra giovedì e ieri. Conosciuto anche per essere il padre dell’ex sindaco di Massarosa, Fabrizio Larini, Fortunato è stato uno dei punti di riferimento di Quiesa e di tutta Massarosa.
Proveniva da una famiglia di barcaioli, quelli che portavano il falasco che veniva tagliato in padule. Fortunato, dopo aver lavorato un po’ per l’azienda di famiglia, ha deciso di intraprendere una carriera del tutto originale, diventando l’imprenditore di punta dell’intrattenimento versiliese. Ha cominciato nei primi anni ’60 con il cinema Manzoni a Massarosa. È stato uno dei primi in zona. Negli anni settanta ha avuto il cinema Verdi di Quiesa. Ha gestito poi altre sale a Ghivizzano, Fornaci di Barga, Riglione e un cinema all’aperto a Tonfano. Il figlio Fabrizio ricorda quel periodo: «Quando non c’era il cinema, il locale di Quiesa veniva completamente e mio padre organizzava i veglioni e i concerti di musica dal vivo. Avere un cinema all’epoca era un simbolo: ti rendeva il personaggio del paese».
Una delle sue grandi passioni era il mare: nei primi anni 80 diventò titolare del bagno Graziano a Lido di Camaiore.
La lunga vita di Fortunato è stata scossa da un grave lutto, quello della morte della figlia Olga. Da quel tragico episodio, nel 2006, ha voluto tagliare i ponti con tutto il passato e da Quiesa si è trasferito a Marina di Pietrasanta. Ha abbandonato il bagno Graziano ed è rimasto titolare del bagno Edy.
In molti ieri hanno manifestato la propria vicinanza alla famiglia Larini, tra questi anche il consorzio dei balneari di Marina di Pietrasanta: «Una cosa inaspettata e commovente - dice Fabrizio Larini - la vicinanza di tantissime persone. Questo mi rende orgoglioso e mio padre sarebbe felice di vedere quante persone gli volevano bene».
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