Gioco
Il marito muore, ma lei ha la forza di dire grazie al medico: "Ha reso meno terribili quei momenti"
Giovanna Guidi abita a Pruno e ha deciso di raccontare ciò che è le è accaduto: «Perché avere qui il medico del 118 è troppo importante»
PRUNO DI STAZZEMA. «Mi ha tranquillizzata lui sopra l’ambulanza. Mi ha assicurato che mio marito non ha sofferto. E al pronto soccorso del Versilia mi è stato vicino, anche quando ho rischiato di sentirmi male».. Per Giovanna Guidi avere accanto un medico professionista nelle ultime ore di vita di suo marito, Luca Lido Calistri, scomparso il 12 dicembre, è stato come avere vicino un angelo. E quell’angelo, uno dei tanti medici che ogni giorno salvano vite, ha un nome: il dottor Andrea Lopez.
Nonostante il momento tragico, Giovanna – residente a Pruno di Stazzema – ha deciso di raccontare la sua esperienza personale. Ha perso il marito all’età di 57 anni: Luca era un dipendente dell’Henraux Spa, e da anni lavorava sulle cave Cervaiole. Poi circa tre anni fa è arrivata la malattia, che non gli ha lasciato pace. Ma Giovanna ha voluto spiegare perché, dopo la sua esperienza, un professionista a bordo dell’ambulanza è sempre importante. Quel professionista che Stazzema ha rischiato di perdere, dopo la decisione dell’Asl di tagliare questa figura – poi ripristinata – dalla Pubblica assistenza di Pontestazzemese dal 1 giugno 2018.
«Quando quel pomeriggio ho chiamato l’ambulanza – racconta Giovanna – ho poi capito che mio marito non poteva arrivare al pronto soccorso vivo. Sapevo però che con il medico vicino, se si poteva fare qualcosa, si sarebbe fatto. È stata una persona squisita. Appena è arrivato a casa nostra si è accorto che avevo un attacco di panico, poi si è preoccupato subito di controllare tutti i parametri necessari a Luca. Fra tutto ci sono voluti 40 minuti per andare all’ospedale Versilia. E ti senti, tu che sei un familiare preoccupato, che sei in buone mani, di una persona competente».
Anche arrivati al pronto soccorso, le parole e i gesti di Lopez, a Giovanna hanno reso questo momento terribile, un po’ meno terribile. Perché suo marito fino alla sera prima era rimasto comunque cosciente. «Mi ha portato nella stanza del pronto soccorso e mi ha detto con le giuste parole che erano caduti tutti i parametri – prosegue Giovanna – Mi ha però fatto stare vicino a lui fino all’ultimo. Dopo mi ha abbracciato e prima di andarsene è rimasto finché non mi sono calmata. Io e mio figlio Matteo dobbiamo ringraziare molto questo dottore».
In realtà Giovanna crede nel ruolo fondamentale del medico del 118 già da prima. Era stata fra i fautori della raccolta firme messa in atto dai cittadini di Stazzema per chiedere all’assessore Stefania Saccardi e all’ex direttrice dell’Asl Toscana Nord Ovest di ripristinare il professionista a bordo dell’ambulanza della Pubblica assistenza di Pontestazzemese. Un battaglia vinta, quando ad ottobre il servizio è ripartito.
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