Gioco
Caso preti a Massarosa: Fratelli d’Italia li attacca la sinistra li difende
Massarosa. Quello che si sta svolgendo a Massarosa non è un semplice battibecco tra politica e la Chiesa ma un dibattito in cui ad essere inquisito è quel confine che separa il credo dall’ideologia. Tutto nasce da un articolo di don Bruno Frediani in cui il parroco non solo prende le difese dei richiedenti asilo ma anzi invita i fedeli a essere aperti al diverso e critica la decisione del governo di stringere sull’accoglienza. Pensiero ribadito da don Giorgio Simonetti che ha parlato anche della genesi della rabbia contro il diverso. La prima voce critica è stata quella della Lega locale, chiamata in causa in quanto espressione di una maggioranza di governo: la rappresentante massarosese Marzia Lucchesi ha chiesto ai parroci di tornare al proprio posto e di occuparsi di chiese vuote e presepi assenti nelle scuole, piuttosto che parlare di migrazione.
Il fronte adesso si sallarga: da una parte c’è la rappresentante massarosese di Fratelli D’Italia Michela Dell’innocenti che si scaglia contro i preti; dall’altra invece c’è Leonardo Gilardetti di Sinistra Comune (che ha ancora la falce e martello nel simbolo).
Dell’Innocenti scrive: «Di preti politicizzati non sappiamo che farcene. I parroci si rileggano la frase dei vangeli “Date a Cesare quel che è di Cesare”. Accoglienza e solidarietà si, ma prima gli italiani. Prima di far la predica dovrebbero confrontarsi con la propria comunità. Si fanno troppi viaggi nei paesi del terzo mondo, senza pensare che il bisognoso ce l’abbiamo sotto casa».
Gilardetti difende i parroci: «Non c’è strumentalizzazione se si critica chi col Decreto Sicurezza provocherà una vera emergenza sociale. I partiti di centrodestra si ergono a difensori delle radici cristiane per poi agire in aperto conflitto con la strada indicata dal Pontefice. Vorrebbero che i sacerdoti stessero al loro posto per non disturbare il manovratore, bella prova di cultura democratica».
Una netta inversione ideologica rispetto a quella che storicamente viene considerata la sponda di appartenenza: la destra cattolica, la sinistra aconfessionale. Uno scontro ideologico che trasla un dibattito secolare. –
Cesare Bonifazi
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