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Bullismo sul web: un adolescente su tre vittima di insulti, dicerie e foto imbarazzanti
Secondo i dati dell’azienda regionale di sanità, sono soprattutto le femmine a essere prese di mira, ma in pochi denunciano. L’appello dei carabinieri agli studenti
VIAREGGIO. I video intimi rubati chissà come dal cellulare e poi girati al mondo. Gli epiteti denigratori che fanno incetta di like. Le offese, le minacce, gli account violati. Le foto personali modificate e poi sbattute sul web a mo’ di sfottò. Eccolo l’infinito mondo del bullismo online dove è precipitato, suo malgrado, un adolescente versiliese su tre. Questo è il dato che emerge dall’ultimo studio Edit dell’Agenzia regionale di sanità (Ars), che si è basato su un campione di 349 studenti delle scuole superiori della Versilia (6824 in tutta la Toscana). Di questi circa cento, quindi, sarebbero stati vittima di una forma di cyberbullismo, una forma violenza amplificata dall’assenza totale di limiti di pubblico.
«Il cyberbullismo è ancora più insidioso del bullismo classico, perché è un fenomeno di gruppo che riesce a raggiungere un pubblico vastissimo attraverso il web», spiega Caterina Silvestri, psicologa e ricercatrice dell’Ars che ha seguito passo passo lo studio.
I dati dell’agenzia
Agli studenti delle scuole superiori è stato sottoposto un questionario (anonimo) con cui veniva chiesto loro se avessero mai subito atti aggressivi attraverso strumenti telematici, come l’esclusione da chat di gruppo, la violazione di account, la diffusione di foto o video intimi. Dall’analisi dei dati è emerso che «il fenomeno del cyberbullismo purtroppo è in crescita», spiega Silvestri e che colpisce soprattutto le femmine. In Versilia il 28 4% degli studenti ha dichiarato di aver subito qualche forma di violenza: tra le ragazze la percentuale supera il 31%. Una media più alta rispetto a quella toscana (23,3%) ma anche alla media degli studenti vittime del bullismo “classico” (22,6%, 14,8 maschi e 30,9 femmine). Molto alta la percentuale di adolescenti vittime della diffusione di foto o video intimi sul web: il 31,2% (38,3 maschi e 25 femmine), ossia almeno 30 studenti. E altrettanto alta è la percentuale (38,%, 36,2 maschi e 40,4 femmine) di chi ha dichiarato di essere stato «escluso o ignorato dagli altri in un social in una chat». Che per un adulto è un’alzata di spalle, per un adolescente, alla ricerca di approvazione nell’altro, è una pugnalata all’Ego. «Nel web il bullo si sente protetto dall’anonimato e questo incrementa la violenza nei confronti della vittima», spiega la ricercatrice.
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Le femmine più esposte
Dai dati emerge che le ragazze vengono prese di mira più facilmente rispetto ai ragazzi. «Il cyberbullismo ha una componente di minaccia che colpisce più facilmente le femmine, perché questo risponde agli stereotipi contemporanei. Se, ad esempio, una ragazzina viene apostrofata come una facile è un’offesa, per un ragazzino sarebbe un complimento, un motivo di vanto», spiega Emanuele Palagi, psicologo viareggino esperto di bullismo. «Sia il bullismo sia il cyberbullismo sono fenomeni di gruppo – spiega –, che non esisterebbero quindi se non avessero un pubblico. Il rischio del bullismo virtuale è che il suo raggio di azione è molto più vasto. Faccio un esempio: una ragazzina mi aveva raccontato che un bullo aveva fatto un gruppo facebook su di lei, per offenderla. Quello che l’aveva ferita non era stata tanto la creazione del gruppo ma il “mi piace” di tutti gli altri. L’approvazione del gruppo».
Le forze dell’ordine
Nonostante il bullismo e il cyberbullismo coinvolgano una fetta enorme di adolescenti, nessuno denuncia. Per vergogna o paura di ritorsioni. Anche le forze dell’ordine stanno facendo il giro delle scuole superiori per invitare gli studenti a farlo. Ieri mattina il capitano dei carabinieri di Viareggio Edoardo Cetola ha incontrato i ragazzi del Galileo Galilei. Due i passi da compiere per uscire dalla trappola del bullismo, spiegano gli esperti. 1) Riconoscerla. 2) Parlarne e, se non basta, denunciare. —
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