Gioco
Da Viareggio a Tenerife a fare i pizzaioli in nome del Carnevale
Tre viareggini doc da quindici anni vivono nell’isola spagnola gestendo insieme un locale intitolato a Burlamacco
VIAREGGIO. Si sono incontrati per caso nel 1999 quando tutti e tre si sono trasferiti da Viareggio a Tenerife. Era estate e l’idea era quella di tanti giovani: lasciare l’Italia per andare a trovare fortuna altrove. Pur vivendo nella stessa città non si erano mai incontrati. Si sono conosciuti facendo servizio tra i tavoli dello stesso ristorante.
Si chiamano Leandro Bicicchi, Alessio Puccinelli e Pierantonio Baccetti, sono viareggini doc e da 15 anni fanno società nell’isola dell’Atlantico dove gestiscono la pizzeria ristorante fondata da loro. Dedicata ovviamente alla maschera viareggina: Burlamacco.
«La nostra è una società, e un’amicizia, che dura da 15 anni. Non è da tutti - racconta Alessio - dopo aver lavorato insieme nei locali di Tenerife, abbiamo scelto di aprire un ristorante nostro di specialità italiane. Quando, nel 2004, ci siamo ritrovati a dover scegliere il nome del locale non potevamo non fare un tributo alla nostra città e al Carnevale quindi abbiamo scelto il Burlamacco».
A poche centinaia di metri dal mare, il ristorante si trova nella zona meno turistica dell’isola, viene frequentato principalmente dai locali, dai turisti stranieri che voglio mangiare il buon cibo italiano e dai pochi versiliesi che, sapendo del posto, vanno a salutare i compaesani espatriati.
Ondina e Burlamacco sono ovunque: appesi alle pareti insieme alle foto di Viareggio e alle vecchie locandine del Carnevale, di cartapesta attaccati al soffitto e ovviamente nel menù con le pizze dedicate alle due maschere. Ondina è la “zucchine e gamberetti”, la Burlamacco con la rucola e il parmigiano.
«In molti ci chiedono il perché di questi richiami - spiega Alessio - all’estero purtroppo il Carnevale più conosciuto è quello di Venezia. Noi dobbiamo metterci lì ogni volta a raccontare di come il nostro sia più particolare e spettacolare. Tiriamo fuori le foto dei carri da un cassetto e spieghiamo dell’arte della cartapesta. In un certo senso ci ritroviamo a fare promozione della nostra città all’estero».
I tre che da vent’anni vivono a Tenerife, non mancano mai di tornare ogni anno per rivedere Viareggio: «Perché in fondo è vera la frase “in te son nato, in te spero di morire”».
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