Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio
in corte d’appello 

Strage, oggi a Firenze si decide se il processo riprende da capo

Donatella Francesconi
Strage, oggi a Firenze si decide se il processo riprende da capo

Seconda udienza decisiva dopo le istanze di annullamento dei legali degli imputati che contestano la scelta dei giudici di primo grado fatta dal Tribunale di Lucca

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VIAREGGIO. Udienza decisiva, quella di oggi a Firenze, nel processo d’Appello iniziato il 13 novembre scorso. Ali giudici della Terza sezione (il presidente Paola Masi con i colleghi Anna Favi e Giovanni Perini) il compito di accogliere o respingere la contestazione preliminare degli avvocati difensori degli imputati, soprattutto di quelli legati a Ferrovie e alle sue imprese. Secondo i quali, nella scelta del Collegio giudicante di primo grado (Gerardo Boragine presidente con i colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino), si verificò la «determinazione di un giudice ad hoc. Con un provvedimento di assegnazione assolutamente arbitrario», per dirla con le parole utilizzate in aula a metà novembre dall’avvocato Alfonso Maria Stile (Foro di Napoli) che difende Michele Mario Elia all’epoca dei fatti amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana.

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Fu creato - ha rincarato la dose l’avvocato Ennio Amodio, difensore di Francesco Favo (che aveva più volte ricoperto l’incarico di responsabile dell’Istituto sperimentale” e della struttura “Certificazione sicurezza imprese ferroviarie” tra il 2005 e il 2009), «un collegio che non garantiva imparzialità. La giustizia del territorio, che conosce il dolore della gente, non è la giustizia che garantisce il maggiore equilibrio in sede giudiziaria».

Tesi ardita smontata con un semplice esempio dal pm Luciana Piras , in aula per la Procura generale toscana: «Mi si dice “Viareggio è città piccola”, pur con oltre 60.000 abitanti. Ed io che sono sarda penso: a Tempio Pausania, 14mila abitanti, sono tutti parenti. Dunque, cancelliamola dalla geografia giudiziaria italiana».

Alle argomentazioni delle difese non è mancato il supporto dell’avvocato Armando D’Apote, difensore di Mauro Moretti, all’epoca dei fatti amministratore delegato di Fs e condannato a 7 anni in primo grado in qualità di ad di Rfi: «La questione non sono tanto violazioni tabellari nella costituzione del Collegio, ma se a questo si aggancia un elemento che possa dimostrare che si è voluto assegnare il processo per il disastro ferroviario di Viareggio a chi lo ha voluto».

Non mancherà a Firenze la presenza dei familiari delle 32 vittime del disastro ferroviario di Viareggio che lunedì sera, in un cinema Eden al completo, hanno presentato in anteprima nazionale il film “Il sole sulla pelle” che porta la firma di Massimo Bondielli e Gino Martella. Un appuntamento al quale si è presentato a sorpresa il ministro della giustizia Alfonso Bonafede: «Nel vedere un mondo di addetti ai lavori cambiare idea sulla riforma della prescrizione, ho pensato spesso ai familiari delle vittime di Viareggio e delle altre stragi. Stare al loro fianco ti dà la determinazione per cercare la giustizia vera».


 

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