Il Tirreno

Versilia

Anche le case affittate ai turisti pagheranno la tassa di soggiorno

Luca Basile
Anche le case affittate ai turisti pagheranno la tassa di soggiorno

L’importo è fissato in un euro e mezzo a persona, in caso di inadempienza il proprietario dell’immobile rischia di essere denunciato per peculato

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Tassa di soggiorno: dal prossimo anno, a doverla fare pagare ai propri clienti non saranno solo gli alberghi, ma anche coloro che affittano una casa per un periodo inferiore ai trenta giorni. Una novità, quella introdotta dal regolamento comunale di riferimento, che in realtà dà seguito ad una normativa a carattere nazionale.

«Le abitazioni ad uso turistico saranno considerate al pari di una struttura a tre stelle, di un B&B o di una Rta - spiegano dal municipio - il consiglio comunale, nella seduta di lunedì scorso, ha dato il via libera all’adeguamento del regolamento comunale sulla base del decreto 50/2017 che prevede appunto l’inserimento delle unità abitative ammobiliate ad uso turistico che effettuano pernottamenti inferiori ai 30 giorni nella platea delle strutture ricettive che dovranno versare la tassa di soggiorno. L’importo è di 1,50 euro a persona. Le tariffe erano state determinate dopo una serie d’incontri con i rappresentanti di categoria e variano in base alla tipologia di struttura da un minimo di 1,50 euro al giorno a un massimo di 4 euro per un hotel a 5 stelle. Spetta al proprietario dell’immobile e anche gli intermediari immobiliari assolvere agli adempimenti fiscali. In caso di inadempienza il proprietario rischia il reato di peculato».

Parla di adeguamento normativo dovuto l’assessore al bilancio Stefano Filiè. «Il gettito dell’imposta di soggiorno è destinato, interamente, al capitolo del turismo. Daremo tempo e informazioni adeguate alle strutture per assolvere a questo nuovo compito così come gli uffici comunali daranno ampia visibilità alla procedura telematica che sarà a disposizione sul sito del Comune».

Complicato, però, ad oggi, quantificare il maggiore importo derivante dalla tassazione: il Comune, ogni anno, incassa dalla tassa di soggiorno circa mezzo milione di euro: importo destinato a impennarsi con l’applicazione sugli affitti turistico di case private che però sono appunto difficili da stimare e individuare, in molti casi. «Avremo le idee più chiare fra qualche settimana» fanno sapere dal Comune.

Novità anche sul fronte della Cosap, l’imposta relativa all’occupazione del suolo pubblico: chi non liquiderà le spettanze arretrate - un capitolo piuttosto voluminoso stando sempre agli uffici comunali - non si vedrà più riconoscere la possibilità di potere usufruire del suolo pubblico per le proprie attività. A meno che non sottoscriva un accordo di pagamento rateizzato dell’importo. Procedura che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, non si limiterà alla sola Cosap, ma anche ad altre tassazioni comunali oggetto di evasione ed elusione. —
 

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