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Versilia

i dati di confindustria 

Sorridono solo le aziende della nautica Lapideo ed edilizia, trionfa il segno meno

Luca Basile
Sorridono solo le aziende della nautica Lapideo ed edilizia, trionfa il segno meno

Il distretto viareggino aumenta la produzione del 10%, mentre il marmo perde il 17% del valore. Sos dagli imprenditori

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Cresce e si rilancia la nautica, crolla il lapideo, calano i posti di lavoro nell’edilizia. I dati 2018, ufficializzati ieri mattina nella sede di Cosmave a Pietrasanta da Confindustria Toscana nord, certificano un andamento contraddittorio su scala versiliese. Se infatti, da un lato, il settore della nautica vede impennare la produzione fino ad un 10% in più rispetto al 2017, è invece preoccupante il calo che si accompagna al marmo e, come detto, al comparto edile.

la NAUTICA

«È il terzo anno consecutivo – sono le parole di Katia Balducci, presidente della sezione nautica Confindustria Toscana nord – che chiudiamo con il segno positivo dopo le penalizzazioni del passato. Una crescita del 10% nella produzione che è stata resa possibile grazie alla robotica e all’ingegneristica e soprattutto incentrata sulla produzione di yacht di grandi dimensioni. La Toscana porta in dote 13 brand mondiali, di cui 10 solo a Viareggio. Sempre Viareggio può contare su 700 imprese e 5000 addetti: numeri importanti che ci spingono ad un’ulteriore riqualificazione professionale, in particolare dei giovani». Tutto bene, allora, nella cantieristica? No, qualche cono d’ombra persiste. «Il riciclo della vetroresina è un problema – ammette Balducci – in altri Paesi questo genere di operazioni sono una risorsa, da noi no. Per non parlare delle difficoltà legate al trasporto su strada delle grandi imbarcazioni: per arrivare al mare dobbiamo lavorare nella realizzazione di più pezzi poi da assemblare, altrimenti sarebbe impossibile fare il trasporto vista la larghezza delle stesse strade e l’altezza dei ponti. Sul fronte delle infrastrutture viarie siamo molto indietro. E questo, alla lunga, è penalizzante».

il LAPIDEO

Il trend era e resta negativo alla voce marmo. «Nella produzione di materiale – spiega Fabrizio Palla, referente di settore per Confindustria – il calo è stato del 2,4%, ma l’elemento o più rilevante è la perdita del valore dei nostri prodotti: 17,1% in meno. La combinazione di questi dati è allarmante, perché conferma che i nostri prezzi non sono più competitivi. E a soffrire di questa situazione è soprattutto il settore della lavorazione, molto più dell’attività estrattiva. Per quanto riguarda la produzione di lastre, l’elemento che ha cambiato gli scenari è stato l’ingresso dirompente del materiale artificiale, sostitutivo del marmo, come il quarzo e la ceramica. Materiale particolarmente richiesto negli Usa. Una volta i grandi committenti compravano tutto da noi oggi, per la materia prima, si rivolgono direttamente – precisa Palla – al paese d’origine. Come uscire da questa situazione? Non è semplice andrebbe ripensata la politica industriale, trasformando le aziende, incrementare la specializzazione, buttarsi sulla produzione di materiali alternativi. Non vedo, ad oggi, scenari di ripresa».

l’EDILIZIA

Preoccupato anche Stefano Varia, consigliere di Confindustria e presidente Ance Toscana nord. «Conviviamo con seri problemi nelle infrastrutture viarie: da anni discutiamo di asse di penetrazione a Viareggio, di variante Aurelia e di Montramito, abbiamo linee ferroviarie da potenziare e autostrade non al passo con i tempi. Serve snellire la burocrazia, soprattutto urge un cambio di marcia perché siamo in caduta libera. Nella provincia di Lucca, nel 2008, c’erano 1138 ditte e 4500 operai. A fine 2018 le ditte – prosegue Varia – sono 726 e gli operai 2.589. Se a tutto questo ci aggiungiamo che abbiamo serie difficoltà anche nello smaltimento degli scarti di lavorazione si può bene comprendere in quali condizioni siamo costretti a lavorare». —

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