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Sea, il caso Camaiore in Prefettura martedì E scoppia il problema incentivo negato
I sindacati chiedono di fermare il passaggio ad Ersu: «I lavoratori non intendono passare alla nuova azienda»
Azienda, sindacati e Comune di Camaiore in Prefettura, il prossimo 18 dicembre, dopo che da mesi è stato dichiarato lo stato di agitazione collegato alle scelte che il Comune del sindaco Alessandro Del Dotto ha annunciato di voler fare in merito al sistema di gestione della raccolta dei rifiuti. Mentre sul fronte amministrativo sembra non più rinviabile il passaggio ad Ersu, Giuseppe Moriconi, delegato Cgil in Sea Ambiente (oggi presieduta da Fabrizio Miracolo), mostra di nutrire ancora ottimismo: «Io penso che finisca bene e che il Comune di Camaiore rimanga in Sea. Una scelta diversa va ad alimentare meccanismi di concorrenza che stabilizzano troppe cose». Inoltre, sottolinea Moriconi, «Ersu ha un proprio sistema con il quale i lavoratori nostri non si trovano. Le gente ormai si è strutturata in un suo posto, con metodi di lavoro diversi, sul proprio territorio. Nessuno vuole andare in Ersu. Per cui credo che ci siano i margini per arrivare ad un’intesa anche sugli sbagli fatti e sui soldi. Sono sereno che si esca in una maniera positiva da questo incontro». Se così non fosse, però, conclude Moriconi, «qualche forzatura da parte nostra dovrà esserci».
Intanto, però, in Sea Risorse (dove si è insediata da poco la nuova presidente, Valentina Ceragioli) scoppia il caso dell’incentivo di circa 200 euro presente nelle buste paga di novembre - è la denuncia di un lavoratore che ha scritto ai sindaci di Camaiore e Viareggio - «per i soli lavoratori addetti alla raccolta porta a porta». E calcolato «in base ai servizi effettuati da ognuno e secondo logiche e conteggi ad oggi sconosciuti», denuncia il dipendente che ha deciso di rendere pubblica la scelta dell’azienda pubblico/privata (Comune-Gruppo Del Pistoia). Una decisione che ha portato «a discriminare le altre categorie di lavoratori, chi non ha ruoli di raccolta, chi è nel settore amministrativo, chi ha esenzioni certificate» dato che il porta a porta è ritenuto da tutti altamente usurante.
Resta l’amarezza di una doccia gelata - così conclude la lettera ai primi cittadini - di essersi visti “scartati” dall’incentivo in un momento in cui Sea Risorse «chiede una maggiore partecipazione di tutti i lavoratori, in periodi di magra, con personale ridotto, mezzi allo stremo, turni pesanti e problematiche varie non solo riconducibili alla raccolta porta a porta, ma a tutti gli altri settori operativi ed amministrativi». —
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