Gioco
«Scarti delle concerie nella discarica Fornace» L’appello di Ghiselli
forte dei marmi. La chiusura della discarica cava Fornace, sul confine fra Montignoso e Pietrasanta, non sembra proprio all’ordine del giorno. Così come chiesto dal consiglio comunale di Seravezza e di Forte dei Marmi, e così come da volontà – almeno dichiarata – della Regione Toscana.
Infatti ora spunta anche un’altra ipotesi: che cava Fornace diventi luogo di conferimenti dei rifiuti speciali delle concerie e del tessile del fiorentino. Ad avere questa preoccupazione è l’assessore all’ambiente di Forte dei Marmi, Enrico Ghiselli che ha scritto una lettera ai colleghi dei tre Comuni interessati.
A Massimo Poggi del Comune di Montignoso, Elisa Bartoli di Pietrasanta, e Dino Vené per Seravezza. «Gli eventi che si stanno susseguendo riguardo alla discarica ex Cava Fornace, ed in particolar modo per quanto attiene le procedure seguite dalla Regione Toscana mi pare debbano creare a noi ed alle comunità che amministriamo non poche preoccupazioni».
Ghiselli si riferisce anche al fatto che la Regione ha deciso di proseguire il «conferimento nella discarica in oggetto fino al raggiungimento del completamento». Insomma i tempi di allungano. E a far presagire ciò, c’era stata anche quest’estate l’acquisizione dell’ex cava – di proprietà della Cemembit, società con a capo la famiglia Viti – da parte di Alia Spa.
Alia S. p. a è il gruppo che detiene il 100% delle azioni di Programma Ambiente, azienda di stoccaggio che gestisce il sito in via Aurelia, e che si occupa di servizi ambientali in 59 comuni della Toscana centrale. «Se ciò si somma – prosegue la lettera di Ghiselli – al fatto non marginale, quale la chiusura della discarica di Case Passerini (sotto sequestro dalla magistratura) nella quale finora sono stati conferiti i materiali derivanti dalla lavorazioni delle concerie e del tessile, credo si possa non essere preoccupati della situazione». Perciò l’assessore all’ecologia di Forte dei Marmi Ghiselli chiede un incontro agli altre tre assessori per «verificare la possibilità di un documento unitario deciso, atto a contrastare tale ipotesi». —
T.B.G.
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