Il Tirreno

Versilia

LA CITTà CHE CAMBIA 

Un grande parco archeologico in cambio di 3 ville con piscina

Tiziano Baldi Galleni
Un grande parco archeologico in cambio di 3 ville con piscina

Nove ettari della Rupe di Corvaia diventano proprietà comunale grazie alla convenzione firmata con l’imprenditore dei dessert Attilio Bindi

3 MINUTI DI LETTURA







La proprietà della Rocca di Corvaia passa al Comune di Seravezza. Novantamila metri quadrati di area boscata - che diventerà un parco archeourbano attrezzato per turisti e studiosi – sono stati ceduti da Attilio Bindi, il re dei dessert di origini toscane, titolare dell'omonima azienda di pasticceria. Bindi ha deciso di investire a Seravezza: costruirà due nuove villette con piscina e recupererà villa Galanti. Una proprietà di 4 ettari, a ridosso della Rocca. In cambio dell’edificazione delle due unità il Comune si è accaparrato, grazie allo strumento della perequazione previsto dal piano urbanistico, l’area di interesse storico, culturale e naturalistico.

La Rupe di Corvaia – andata distrutta nella guerra del 1254 fra guelfi di Lucca e i ghibellini “da Corvaia” e i consorti “da Vallecchia” – è considerata la culla della Versilia. C’è uno studio dell’Università la Sapienza di Roma che dimostra che nelle adiacenti cave di Ceragiola è stato estratto marmo ancor prima che a Carrara. «In quell’area sono stati rinvenuti – a spiegato l’architetto comunale Andrea Tenerini - frammenti di ceramiche di prima dell’età del bronzo e dell’oro. Si pensa che vi siano state frequentazioni da più di 2500 anni, il luogo è poi stato abbandonato e ripreso in epoca feudale». Ripreso appunto dalla famiglia di nobili “da Corvaia” che da qui esercitò per decenni il proprio potere sulla Versilia sfruttando l'economia delle miniere dell'Alta Versilia.

Oggi quel prezioso luogo è una proprietà pubblica. I lavori di costruzione delle ville della famiglia Bindi – curati dallo studio di architettura di Tiziano Lera – dureranno circa tre anni. A conclusione il Comune acquisirà anche una viabilità che dà accesso al futuro Parco, un parcheggio e una struttura per l’accoglienza dei visitatori. La stipula del contratto è avvenuta l’8 novembre. Solo ieri sono stati resi noti i dettagli della convenzione dal vicesindaco e assessore all’urbanistica Valentina Salvatori, da Tenerini, dallo stesso dott. Attilio Bindi, accompagnato dal progettista di fiducia Lera, e dai geometri Dino Sacchelli e Mirco Ramacciotti.

«Siamo giunti alla fase decisiva di un lavoro iniziato diciassette anni fa - ha ricordato l’assessore Salvatori - un piano di recupero di iniziativa pubblica sviluppato in forte sinergia con il privato, che arricchisce la collettività di un bene di straordinaria rilevanza storico-paesaggistica e dà sostanza a una visione strategica delineata fin dai primi anni Duemila: quella che punta a raccordare le diverse articolazioni territoriali del nostro Comune (la piana di impianto romano, la Rocca degli antichi signori di Corvaia, l’area medicea patrimonio Unesco, il centro storico del capoluogo, la Francigena e la via di Michelangelo) in un progetto complessivo di valorizzazione d’area. Per noi si apre adesso una fase di confronto con la Soprintendenza per la creazione del parco archeo-urbano».

L'architetto Lera ha poi ricordato che il lavoro «è seguito da un archeologo della Soprintendenza, abbiamo dovuto bonificare l’area dalle mine e dagli ordigni bellici, tener conto della messa in sicurezza dei versanti e della regimazione delle acque: una complessità di cantiere che raramente mi sono trovato ad affrontare in precedenza. Ma ne vale la pena, perché il fine è quello di riportare alla vita un’area di grande pregio anche dal punto di vista faunistico e ambientale». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web