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Palmerini: la Versilia non decolla per colpa del campanilismo

Palmerini: la Versilia non decolla per colpa del campanilismo

Il Consorzio critica i ritardi dei Comuni nella definizione dell’ambito turistico «Senza quello non c’è coordinamento, ma i sindaci non si mettono d’accordo»

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viareggio. «La costituzione dell’ambito turistico Versilia non è un esercizio tecnico ma un passo che tutti i sindaci devono fare, perché i nostri territori e l’intero comprensorio versiliese, che di turismo vivono, abbiano un futuro». È la presidente del Consorzio di promozione locale, Roberta Palmerini, a parlare, con un appello tanto accorato quanto preoccupato alle sette amministrazioni comunali.

Il riferimento è alla legge regionale 24 del 18 maggio scorso che ha integrato il Testo unico in materia di turismo, definendo gli “Ambiti territoriali omogenei”, come strumento di organizzazione turistica. Le amministrazioni locali quindi devono organizzarsi all’interno di questi nuovi ambiti territoriali (uno è quello della Versilia, che comprende i sette comuni) per gestire in forma associata l’informazione e l’accoglienza turistica e definire insieme a Toscana promozione turistica le azioni di promozione. I passaggi necessari a dare operatività ai nuovi ambiti sono, spiega la Regione, «convenzione tra i Comuni per la gestione associata dell’accoglienza e dell’informazione turistica; specifica convenzione con Toscana promozione turistica per la promozione del territorio; costituzione dell’osservatorio turistico di destinazione di ambito».

Secondo la presidente del Consorzio locale, le amministrazioni locali sono ancora in alto mare sulla definizione dell’ambito. «Dalla soppressione delle Apt, che non erano senz’altro perfette ma rappresentavano un punto di riferimento per tutti – ricorda – non abbiamo più avuto un centro di coordinamento versiliese per le politiche del turismo. I singoli enti municipali hanno portato avanti iniziative anche meritevoli, nell’organizzazione di eventi ma anche nel coinvolgimento di imprenditori e aziende sul tema dell’accoglienza turistica; però, sono state sempre operazioni rivolte a un’unica porzione di territorio e che, in quanto tali, spesso non hanno potuto esprimere tutto il loro potenziale a livello di ripercussioni benefiche sull’economia locale».

Poi, dice, ci sono «le ataviche e mai sopite questioni di campanile, in Versilia sempre molto accese ma che, oggi, impongono di essere superate per posizionarsi con autorevolezza nel panorama turistico nazionale e internazionale: la leva, il grimaldello per compiere questa operazione certamente complessa ma non più differibile è nella legge regionale, quella che individua 28 ambiti territoriali in Toscana e li qualifica come strumento di organizzazione e promozione. La Versilia è uno di questi ma, a differenza di altri che partiranno a breve, non riesce a decollare».

Rischiando, dice Palmerini, di perdere opportunità importanti anche sul fronte economico. «Come Consorzio ci siamo preparati e attrezzati per inserirci in questo contesto: il progetto #inVersilia, concepito nell’ottica di una promozione globale del comprensorio, ha inevitabilmente bisogno di una base istituzionale, cioè l’ambito territoriale. Base che solo i sette sindaci della Versilia possono costruire, superando il concetto dell’ognuno per sé a favore di una politica rivolta all’intero territorio. Non c’è chi arriva primo o secondo, non c’è il più bravo o il meno capace: c’è solo da remare dalla stessa parte, compatti e con serietà, altrimenti perderemo tutti quanti». —



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