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Confermata la condanna a 18 anni per Dana per il delitto del Forte
forte dei marmi. Confermata anche in Cassazione la condanna a diciotto anni di carcere per Dana Raducan, la 26enne considerata la “mente” del delitto di Forte dei Marmi, ossia la donna che ha organizzato e condotto la rapina finita nell’omicidio di Luana Mariani, 77 anni. La Corte suprema ha respinto il ricorso confermando la sentenza della corte di appello, cioè la pena a 18 anni di reclusione e il risarcimento danni dei familiari (20mila euro per ogniparte civile, cioè da moltiplicare per sei).
I familiari attraverso il loro legale, Claudia Buratti, presenteranno istanza di indennizzo da parte dello Stato. «Chiederemo l’accesso al fondo per i reati violenti – spiega l’avvocato – dal momento che, nonostante fosse stato riconosciuto il risarcimento dei danni con una provvisionale immediatamente esecutiva, i familiari non verranno risarciti immediatamente perché la donna è nullatenente».
Intanto, sempre attraverso il loro legale, i parenti esprimono soddisfazione per l’esito di un processo durato anni. «Sono sempre stati presenti, avevano fiducia nella giustizia».
Il delitto risale al 4 aprile del 2014. Sono le 14 quando nella casa di Luana, in via Viner, arrivano in tre in bici: Madalin Paun, allora diciannovenne, Marcel Raducan, 32 anni, marito di Dana, e un quindicenne che chiamano il “Grosso”, una specie di fratellastro di Paun. Raducan sta fuori di guardia, gli altri due entrano. Luana li vede e comincia a gridare. Paun le dà un pugno, la lega e le infila un fazzoletto in bocca. Inizia la razzia, dietro la “direzione” di Dana: prendono anelli, braccialetti e 200 euro in contanti; sfilano anche i gioielli che la donna ha indosso. A un certo punto, però, qualcuno suona il campanello. È suor Luigina Foresti preoccupata perché l’amica Luana non risponde. La suora allerta ai familiari. Che arrivano e trovano Luana riversa a terra, ormai priva di vita. —
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