Il Tirreno

Versilia

la storia 

Il padre di Elisa Pezzini: una telefonata all’alba e la vita non è più vita

D.F.

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VIAREGGIO. Una platea di occhi puntati su di lui ed un silenzio che in nessuna classe del mondo troverà mai posto. «Racconto la storia di Elisa, una storia tutt’altro che normale»: risuona sul palco del Teatro Jenco la voce di Stefano Pezzini, padre di Elisa, morta in motorino la notte del 7 giugno 2015, a 23 anni. Scorrono sullo schermo le immagini della ragazza sorridente, con i suoi genitori, atleta della squadra di ginnastica ritmica della società Motto: «Immaginate Elisa come la vostra sorella maggiore. Che fa quello che fanno i giovani, fa le cose normali, fa tutto quello che fate voi». Fino a quando arriva quella telefonata dall’ospedale, alle 4 del mattino: «E di normale non c’è più niente. La non normalità ha preso il posto della normalità».

Ad ascoltare il racconto faticoso ed intenso di Stefano Pezzini in sala ci sono gli studenti delle scuole superiori di Viareggio, ma anche altri genitori che hanno perso i propri figli sulle strade della Versilia. «È estremamente difficile essere qua. Questo per me è un grande sforzo, Ma è un percorso che voglio fare», continua il padre di Elisa, che non manca di ricordare la tragica recentissima scomparsa di Alessandro Cecchi, 27 anni: «Voglio spiegare. Perché la non normalità non deve fare parte della vita quotidiana».

Ragazzi e ragazze non fiatano. Il tempo sembra sospeso, mentre scorrono i ricordi della ragazza che sorriderà per sempre solo nelle foto e suo padre porta sul palco un dolore indicibile per fissare il proprio impegno e quello della propria famiglia che ha dato vita alla Fondazione Elisa Pezzini che tanti eventi promuove in nome della sicurezza stradale e della solidarietà. «Sarò sempre presente», calano lente ma piene di significato le parole di papà Stefano, «per portare un piccolo contributo affinché casi come il mio ve ne siano sempre meno. Io voglio essere una rarità».

Ed il messaggio arriva dritto al cuore della platea di giovanissimi. I quali hanno assistito, prima che Stefano Pezzini prendesse il microfono, ad una vera e propria lezione di sicurezza stradale fatta - attraverso video, ricostruzioni, casi reali - dal comandante della sezione Polstrada di Lucca, Serafina Di Vuolo.

In chiusura di mattinata è il Prefetto di Lucca, Maria Laura Simonetti, a chiamare sul palco dello Jenco tutti, famiglie delle vittime della strada comprese. —

D.F.

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