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Crisi del Piazzone: chiudono i negozi storici ultimi giorni per Isabel e Polleria del popolo
Tra affitti alti, incertezza sul futuro e moltiplicarsi degli acquisti sul web le saracinesche si abbassano
Una Viareggio in vendita, dai fondi commerciali del centro città che si svuotano uno dopo l’altro agli stabilimenti balneari acquistabili - tra Passeggiata e Terrazza della Repubblica - per cifre dagli 800.000 euro al milione e due dal Principe di Piemonte al Molo. «Il commercio è fermo e c’è abbondanza di locali in vendita», spiega al Tirreno Carlo Petrucci, titolare all’agenzia immobiliare “Puntocasa”, in città dal 1968. Basta dare un’occhiata in giro, in questi giorni di acquisti natalizi, per venire assaliti dagli annunci di cessata attività. Il negozio di calzature di qualità “Isabel”, appena sotto il Municipio, ma anche la storica polleria “Pertici” al mercato di piazza Cavour, primo negozio aperto dal padre dell’attuale gestore nel 1945. «Pochissime le richieste di fondi in vendita nonostante l’abbondanza», spiega Daniela Paoli dell’Immobiliare Toscana, che continua: «Il fondo è richiesto in affitto. La gente dice “provo, poi si vedrà”».
Gli affitti - raccontano i commercianti - rimangono il problema dei problemi per il centro città: «Se paghi 4mila euro e hai due commesse ecco che di base ti ritrovi 10mila euro di spese come niente». Ed ecco che anche per lo storico “Isabel” (oltre trent’anni di attività) la risposta al perché chiudere è: «L’affitto ma anche gli acquisti sul web».
Diversa la risposta alla “Polleria del popolo”, negozio di un Piazzone che sta perdendo i pezzi ormai da troppo tempo: già chiuso il chiosco della storica rivendita di frutta secca (la bananaia) di via Fratti-angolo via Zanardelli, mentre chi vende baccalà da un po’ sta valutando di tirare giù la saracinesca per sempre, mentre i fondi sfitti si sono moltiplicati: «Ci hanno costretti ad andare in pensione», commenta amareggiato Mauro Pertici. Alla domanda se non crede nel progetto di riqualificazione che il Comune intende affidare ad un privato, Pertici risponde: «Intanto si chiude…Poi si vedrà».
«Sai chi è che in questi giorni prima del Natale non fa davvero vita? Quelli delle consegne», è la voce di Carmelo Donzella, banchi e negozi di abbigliamento tra il Piazzone e Lido di Camaiore: «In via Verdi stamattina ho visto 10 persone. Ci ammazza la vendita on line. La gente non va più a perdere tempo, a prendere multe. Acquista dal divano e ciao».
Via Battisti, area pedonale del commercio cittadino è tutta una vetrina chiusa, o con annunci di imminente cessione attività, come la “Casa del modello”, altro negozio storico. Non serve l’occhio esperto per rendersi conto che molti sono i fondi sfitti da anni e che tali rimangono, come quello di fronte al supermercato Conad che aveva visto il trasferimento di un bel negozio di abbigliamento dalla Passeggiata. E meglio non è andata alla yougurteria: aperta una manciata di mesi ha poi migrato verso altre piazze. Nelle strade dal centro alla Passeggiata la situazione non è migliore: per una saracinesca tirata su, ce ne sono almeno due irrimediabilmente giù.
«Avevo chiesto all’amministrazione i parcheggi gratis per le spese natalizie», racconta Giuliano Paterni che con la famiglia gestisce “Giuliano calzature”, al mercato dal 1950: «Hanno concesso 2 giorni e mezzo, a ridosso del 25. M'hanno preso in giro. Puntano sui centri commerciali e ci ammazzano».
Tra le attività la cui cessazione ha fatto più rumore c’è “Giordano casalinghi”, quella dell’assessore al commercio Patrizia Lombardi: «Per ora chiudiamo», spiegava Lombardi alle prese con gli ultimi scatoloni. In questi giorni, però, è tutto più chiaro: un centro dentistico spunterà sui due piani del civico 181 di via Battisti.
«Se muore il mercato non si salva un negozio”, è ancora la voce di Paterni. Alla quale si aggiunge quella di Antonio Batistini, titolare del chiosco di casalinghi al Piazzone, punto di riferimento per chi tra stoviglie e pentolame cerca la qualità: «È come per l'aceto: ci vuole la madre. E la “madre” del commercio del centro era il Piazzone». Per la cui illuminazione natalizia i commercianti hanno faticato a mettere insieme i soldi: «Un filo di luci 150 euro. E mentre ICare ha sostenuto le luci in Passeggiata, per il centro niente», conclude amareggiato Paterni.
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