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Viareggio Porto, la Regione si muove perché resti pubblica
La giunta ha incaricato l’Autorità portuale del segretario Morelli di elaborare un piano industriale in vista dell’eventuale revoca delle concessioni demaniali
VIAREGGIO. Viareggio Porto alla Regione – o comunque in mano pubblica – ora c’è il primo passaggio ufficiale. La Giunta regionale ha approvato la delibera numero 1225 che ha per oggetto “Attuazione dell'articolo 3, comma 1 ter, della legge regionale 23/2012 (Istituzione dell'Autorità Portuale Regionale), valutazioni preliminari” e si prefigge di «avviare le attività preordinate a garantire il perseguimento degli obiettivi di interesse generale connessi allo sviluppo turistico o paesaggistico ambientale del porto di Viareggio secondo quanto previsto dalla citata normativa». Fuori dal linguaggio politico/burocratico, l’atto della Giunta regionale – che ha il via libera del direttore generale della Regione, Antonio Davide Barretta - dà un incarico preciso alla Autorità portuale regionale relativo al futuro della Viareggio Porto, società titolare di concessioni demaniali marittime ammessa, con provvedimento del Tribunale di Lucca del 15 luglio 2015, alla procedura di concordato preventivo. Da lì è iniziata la stagione delle aste che – ricorda la delibera – «non hanno avuto esito». . Da qui la decisione della Regione: incaricare l’autorità Portuale del segretario Fabrizio Morelli di «verificare lo stato di fatto dei beni della Viareggio Porto oggetto delle concessioni demaniali e degli interventi eventualmente necessari al loro mantenimento e alla messa in sicurezza degli impianti» ed «elaborare un piano industriale relativo alla sostenibilità economica». Anche ai fini «della eventuale revoca delle concessioni demaniali, ai sensi dell'articolo 42 del Codice della navigazione, previa verifica da parte del competente Comitato portuale e della determinazione per la gestione in applicazione della legge regionale».
L’Autorità portuale, insomma, passerà ai raggi X lo stato economico/patrimoniale della società interamente del Comune di Viareggio nell’ipotesi di una revoca delle concessioni che, dunque, tornerebbero alla stessa Authority. La quale, per le spese che dovrà sostenere per questo incarico attingerà ai finanziamenti che la stessa Regione destina annualmente alla Autorità portuale.
Agli uffici della Regione, invece, il compito di «verificare le modalità organizzative idonee per garantire l'assetto adeguato dell'Autorità Portuale regionale per la gestione delle aree demaniali» ai sensi del citato articolo 3 della normativa. Il che significa affrontare il nodo dei lavoratori della Viareggio Porto e del loro futuro. Anche alla luce del fatto che la Corte Costituzionale ha bocciato la legge della Regione Toscana che modificava, anche per quanto riguarda il numero dei dipendenti, la modifica alla legge istitutiva dell’Authority. —
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