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Carnevale di Viareggio
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La Fondazione dice no alle giurie popolari: non cambia la formula per giudicare i carri

Claudio Vecoli
Il Pifferaio di Allegrucci: nel 2018 il suo quarto posto scatenò polemiche a non finire
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Il Pifferaio di Allegrucci: nel 2018 il suo quarto posto scatenò polemiche a non finire

Marialina Marcucci boccia l’esperimento della scorsa edizione sul premio alle coreografie: «Hanno votato solo in pochi»

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VIAREGGIO. Durante l’annuncio dagli altoparlanti di piazza Mazzini il quarto posto del Pifferaio di Jacopo Allegrucci, lo scorso anno, provocò una sorta di sollevazione popolare. Con proteste, vibranti, che proseguirono anche nei giorni successivi. E in tanti tornarono a invocare l’introduzione di una giuria popolare che potesse quantomeno affiancare quella tecnica. Magari correggendone il tiro. Una ipotesi che, almeno a caldo, fu presa in seria considerazione anche dalla presidente della Fondazione Marialina Marcucci.

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Da quei giorni, però, di acqua sotto i ponti ne è passata tanta. Raffreddando le polemiche e spegnendo ogni volontà di cambiare la formula con cui giudicare carri e mascherate. E così, anche per l’edizione 2019 del Carnevale, i verdetti di carri e mascherate verranno stilati con lo stesso criterio degli ultimi anni. Ovvero da “giurie di qualità” scelte direttamente dalla Fondazione Carnevale. Una decisione maturata dopo che l’esperimento di giuria popolare sulle coreografie dei carri dello scorso anno non ha dato i frutti sperati. «Fra coloro che avevano diritto ad esprimere la loro preferenza avendo acquistato un biglietto cumulativo o ordinario – spiega la presidente Marialina Marcucci – hanno votato complessivamente circa in quattromila. Ovvero una minima parte». Da qui la decisione di abbandonare la strada delle giurie popolari. «All’interno del consiglio di amministrazione – prosegue la numero uno del Carnevale – non è emerso un orientamento che vada in questa direzione».

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A giudicare carri e mascherate saranno dunque due supergiurie da 25 persone ciascuna. Una che valuterà i carri grandi e i carri piccoli e una che si concentrerà sulle mascherate in gruppo e le maschere isolate. Non cambia anche il meccanismo di voto. Nella propria scheda di valutazione ciascun giurato stilerà una classifica dal primo all’ultimo posto. A ciascuna posizione sarà assegnato un punteggio: un punto al primo, due al secondo, tre al terzo e così via. Sommando i punteggi ottenuti da ciascuna costruzione, verrà stabilita la classifica finale.

Ciascun giurato si muoverà autonomamente. Non ci saranno dunque riunioni di gruppo di giurie né ci sarà alcun tipo di discussione. Non sarà neppure richiesta una motivazione delle proprie scelte. L’importante sarà compilare correttamente la classifica (non saranno ritenute valide, ad esempio, le schede di chi esprimerà soltanto i primi tre classificati). E, ovviamente, ciascun giurato dovrà assistere di persona ad almeno un corso mascherato e dunque non potrà valutare le costruzioni solo sulla base di foto o filmati. «Pur abbandonando la scelta di affidarci anche ad una giuria popolare – spiega ancora Marialina Marcucci – è nostra intenzione fare una selezione sempre più attenta sulle competenze di chi sarà chiamato a scegliere».

Sulla base dell’ultimo bando di concorso approvato, lo ricordiamo, sono confermati avanzamenti e retrocessioni fra le varie categorie. Promozioni e bocciature, però, saranno stabiliti su base triennale. Per stabilire ad esempio chi scenderà dalla prima alla seconda categoria o chi invece salirà dalle mascherate in gruppo al carro piccolo bisognerà combinare la classifica del Carnevale 2018 con quelle delle edizioni 2019 e 2020. Considerato che per ogni piazzamento è previsto un punteggio (come detto al primo classificato viene attribuito un punto, al secondo due e così via…) a salire di categoria - come stabilisce il bando - saranno i costruttori che sommando i punteggi delle tre edizioni avranno ottenuto il punteggio più basso. Viceversa saranno retrocesso quelli che, sempre sommando i punteggi dell’ultimo triennio, avranno ottenuto il punteggio più alto. Nel caso di parità fra due o più costruttori (circostanza tutt’altro che improbabile), verrà promosso il costruttore che avrà ottenuto il miglior risultato nell’ultima delle edizioni (e dunque il 2020) mentre sarà retrocesso quello che avrà ottenuto il peggior piazzamento. —


 

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