Gioco
Una banchina del porto sarà intitolata ai trabaccolari
Il Comune ha accolto la richiesta dell’ex sindaco Palestini discendente di pescatori marchigiani giunti qui un secolo fa
VIAREGGIO. Dedicare una delle banchine del porto di Viareggio ai trabaccolari, per dare il giusto tributo ad una parte importante della storia della città. Ci sta lavorando, in queste settimane, l’amministrazione comunale di Viareggio che ha ricevuto una richiesta in questa direzione dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca. A darne notizia il vicepresidente della stessa fondazione, l’ex sindaco di Viareggio Andrea Palestini: «C’è già un accordo di massima con il Comune, dobbiamo individuare una delle banchine non ancora intitolate».
Dalle MARCHE
A viareggio
I trabaccolari sono quel cospicuo gruppo di famiglie che, dalla fine del 1800 e ancora nei primi del Novecento, si trasferisce dalle Marche, e in particolare dalla città di San Benedetto del Tronto per venirsi a stabilire nella nostra città. Si muovono intere famiglie, molte prendono casa nella zona della Darsena. Con loro, appunto, portano i trabaccoli: imbarcazioni di dieci-quindici metri con vele latine e carena quasi piatta. «Nei primi tempi – ha spiegato Andrea Palestini sabato scorso alla libreria La Vela durante la persentazione del libro La Storia di Viareggio curato da Marco Pomella e pubblicato a metà novembre da Typimedia – formavano una comunità a sé. In Darsena ogni due-tre case ce n’era una di trabaccolari: non era difficile sentir parlare il sanbenedettese stretto». Altre famiglie infatti si spostano ancora negli anni Venti e negli anni Trenta del Novecento, andando a incrementare la “colonia”. Con il tempo questa grande comunità si integra perfettamente con i viareggini.
I trabaccoli al posto delle stardelle
E fornisce una nuova importantissima spinta nel campo della pesca. Ben presto infatti i trabaccoli prendono il posto e soppiantano le “stardelle” , le piccole imbarcazioni che fino a quel momento si usavano a Viareggio per pescare in mare: barche troppo piccole per soddisfare sia gli stessi pescatori che il mercato locale. Con i trabaccoli e i trabaccolari invece la pesca a Viareggio conosce una nuova alba e si apre a nuovi mercati.
IL SIMBOLO DELLA PESCA VIAREGGINA
L’importanza di questa comunità nella storia di Viareggio è chiara: il trabaccolo è, a tutti gli effetti, una delle imbarcazioni che diviene il simbolo della pesca viareggina. Non solo. Uno dei piatti tipici, ancora oggi, della cucina nostrana è la trabaccolara, che già dal nome palesa la sua origine. «La trabaccolara – ha spiegato ancora Palestini – nasce dai trabaccolari presenti a Viareggio ma, per assurdo, è un piatto sconosciuto nelle Marche. Nasce per l’esigenza di portare delle pietanze già pronte sulle barche. In questo caso si tratta di una pasta cotta in un ragù di pesce. Pesce povero, di scarto, quello che non poteva essere immesso nel mercato. Ma povero fino ad un certo punto, visto che si usavano ad esempio la gallinella, la triglia, gli scorfani...».
DUEMILA DISCENDENTI DI QUEI PIONIERI
Oggi si stima ci siano almeno duemila persone in città che siano discendenti diretti di quei primi pioneri del mare. Molti dei quali non hanno più messo piede nella loro terra d’origine. A San Benedetto del Tronto proprio di recente è stata intitolata una via ai Trabaccolari, una strada che unisce via Bragadin con via Manin nell’area portuale. L’atto che decide l’intitolazione risale al 12 settembre del 2017 mentre la cerimonia si è svolta proprio nell’aprile di quest’anno (il giorno 12 per la precisione): nell’occasione, per celebrare al meglio la cerimonia, c’erano il sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti e appunto l’ex primo cittadino di Viareggio, discendente proprio di quei primi trabaccolari, Andrea Palestini.
Una banchina
per i trabaccolari
Lo stesso Palestini, in qualità di vicepresidente della Fondazione Banco del Monte di Lucca, ha avanzato richiesta all’amministrazione comunale di Viareggio perché anche la nostra città ricordi la comunità marchigiana. E a quanto pare l’iter sarebbe prossimo alla conclusione. —
M.P.
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