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Inchiesta Oro Forte: attesa per l’interrogatorio di Nunzio Fiorentino
Non è chiaro se parlerà di fronte al giudice Antonia Aracri, o se si avvarrà della facoltà di non rispondere
VIAREGGIO. Si terrà domani (5 dicembre) l’interrogatorio di Nunzio Fiorentino, 32 anni, arrestato assieme al padre Gennaro Fiorentino, 55 anni, alla madre Serena Cioni, 55, e al fratello Matteo Fiorentino, 29, nell’ambito dell’operazione Oro Forte. Una maxi-inchiesta di Procura, polizia e guardia di finanza che ha portato a 25 arresti con le accuse di associazione a delinquere e ricettazione.. L’interrogatorio di Nunzio Fiorentino arriva qualche giorno dopo quelli dei suoi familiari: il motivo sta nel fatto che Nunzio è ai domiciliari, a differenza degli altri che si trovano in carcere. E per cui gli interrogatori dovevano essere obbligatoriamente fissati entro 5 giorni. Non è chiaro se Nunzio Fiorentino parlerà di fronte al giudice Antonia Aracri, o se si avvarrà della facoltà di non rispondere.
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L’operazione Oro Forte, emersa la settimana scorsa, ha portato a 25 arresti, di cui 24 con destinazione il carcere, e una quarantina di indagati. Con decine di perquisizioni e sequestri di immobili e conti correnti. I primi a comparire davanti al giudice Aracri e al pm Salvatore Giannino sono stati Agustin Sherri e Ervin Sherri, due dei presunti appartenenti alla banda albanese degli 89 furti. Da cui gli investigatori del commissariato di Forte dei Marmi sono partiti, arrivando fino ai Compro oro di Viareggio e Pietrasanta riconducibili alla famiglia Fiorentino. Poi è toccato a Gennaro Fiorentino, al figlio Matteo Fiorentino, alla moglie Serena e ad Alessandro Iselli, dipendente del Compro oro di Viareggio sequestrato dalla Finanza. Soltanto Matteo ha deciso di parlare al giudice, ma il contenuto di quanto dichiarato al momento non è noto.
Sono loro le persone a cui viene contestato il ruolo più importante nell’intera vicenda. E cioè quello di aver costituito un’organizzazione in grado di lucrare su oro e gioielli, provenienti dai furti nelle case, per centinaia di migliaia di euro in un anno. Stando agli inquirenti, nel Compro oro di Viareggio e in quello di Pietrasanta si spezzettavano i monili provenienti dai furti, la maggior parte compiuti dalla banda degli albanesi. L’oro veniva poi fuso in lingotti e rivenduto ad altri colleghi di un Compro oro di Arezzo, che poi reimmetteva il prezioso sul mercato. Il giro d’affari stimato è di circa mezzo milione di euro raccolti in nove mesi. Più defilato, secondo gli inquirenti, il ruolo di Nunzio che è rientrato dagli Stati Uniti per consegnarsi alla polizia.
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