Gioco
Il bagno delle suore comprato da nota famiglia di balneari
Il Santa Zita passa ai titolari del Conte Rosso, storico stabilimento di Lido Investimento intorno al milione di euro: «Una sfida in cui crediamo molto»
Il bagno Santa Zita sul viale Bernardini è passato di mano. Ad acquistarlo è stata una nota famiglia di imprenditori balneari lidesi: i Nardoni-Vernazza, già proprietari del bagno Conte Rosso, storico punto di riferimento del turismo a Lido. L’investimento si aggira intorno al milione di euro: una cifra tutto sommato contenuta, rispetto a quanto si spendeva fino a pochi anni fa per acquistare uno stabilimento balneare. Va detto che il Santa Zita non è un bagno particolarmente grande, tant’è vero che in origine era inquadrato come colonia marina.
la sfida alla bolkestein
A spiegare questa scelta, che non è la sola nonostante lo spauracchio della direttiva Bolkestein incomba ormai da anni sugli stabilimenti balneari, è Marco Vernazza, commerciante carrarino del marmo che assieme alla famiglia si occupa già del Conte Rosso. «Abbiamo deciso di fare questo investimento – spiega – perché lo abbiamo ritenuto un’opportunità interessante, da sviluppare assieme ai nostri figli che ne avranno la responsabilità. Tutto è nato da una decisione dell’Istituto Santa Zita di Lucca di cedere l’ex colonia marina, poi trasformata in stabilimento balneare, che porta appunto lo stesso nome. Noi siamo imprenditori che credono in questa attività e il lavoro che abbiamo fatto al Conte Rosso, di cui siamo soddisfatti, lo dimostra. La Bolkestein? Come altri che hanno deciso di puntare sul turismo balneare, anche noi abbiamo richiesto il cosiddetto “atto formale”». Si tratta di una procedura con cui il titolare dello stabilimento balneare chiede il rinnovo della concessione, garantendo investimenti. Più investimenti si fanno, più la concessione viene allungata: si presuppone, infatti, che si debba rientrare delle spese sostenute con mutui e quant’altro. Anche per il Santa Zita sono stati previsti investimenti che hanno prolungato la concessione fino al 2035.
come cambierà
I lavori, già in corso, nel bagno prevedono – spiega Vernazza – «la creazione di un punto bar-ristoro e di tre case vacanza, più la casa di guardianaggio. Direi che siamo a buon punto, anche se le cose da fare sono tante. Burocrazia permettendo, contiamo di aprire per la stagione estiva 2019. Di sicuro saranno a disposizione della clientela i 90 ombrelloni che abbiamo in spiaggia, più le tende. I prezzi non subiranno variazioni di rilievo: chi viene qui al mare è abituato a richieste non eccessive e da quello non possiamo spostarci. Lo stesso discorso vale per il nome del bagno: i clienti ci sono affezionati, stiamo valutando ma non so se lo cambieremo».
un mercato attivo
Il passaggio di proprietà del Santa Zita dimostra che il mercato degli stabilimenti balneari resta molto attivo. Un po’ perché con l’escamotage dell’atto formale si allunga la concessione, un po’ perché ci si fida del fatto che, come dice lo stesso Marco Vernazza, «qualcosa succederà». E poi c’è un terzo fattore, non secondario: i prezzi con cui gli stabilimenti finiscono sul mercato sono inferiori, in qualche caso anche molto, rispetto al passato. —
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