Il Tirreno

Versilia

controlli sulle cave 

Multa di 2.000 euro all’azienda per il marmo estratto e non dichiarato

M.C.

Sanzione massima per la Fratelli Sermattei: è la quarta «Comunicazione inviata in ritardo, è giusto e paghiamo»

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SERAVEZZA. Ha estratto il marmo dalla sua cava ma non lo ha dichiarato. Non ha, cioè, comunicato al Comune la quantità di materiale tolto dalle montagne. Per questo la Fratelli Sermattei srl, con sede a Pietrasanta, ma con la cava situata nella valle del Serra, è stata multata dal Comune di Seravezza. Duemila euro la sanzione che dovrà pagare per «omessa comunicazione».

La multa prevista per questi casi dalla legge regionale 23 del 2015 va dai mille ai duemila. Alla ditta versiliese è stata irrogata la sanzione massima perché recidiva: è la quarta volta. «Non è che non abbiamo dichiarato il marmo estratto – chiarisce il legale rappresentante dell’azienda, Alberto Sermattei – ma lo abbiamo dichiarato qualche giorno in ritardo. Come le altre volte». E perché in ritardo? «Purtroppo, non avendo i camion di proprietà, ci affidiamo ad altri. Arrivati a fine mese, non ci fanno mai avere i quantitativi in tempo e così anche noi presentiamo la documentazione in ritardo. Il Comune, giustamente, ci ha multati e pagheremo la sanzione».

Secondo quanto previsto dal Testo unico in materia di cave (quello del 1998 poi assorbito dalla legge regionale 35 del 2015), le ditte del marmo hanno l’obbligo di inviare all’ufficio attività produttive, entro il 10 di ogni mese, la comunicazione mensile dei quantitativi di materiale estratto, distinti per tipologia e per provenienza dai vari siti di cava, «ai fini – si legge nella vecchia ordinanza del 2016 firmata dal funzionario responsabile – del monitoraggio della pianificazione». È infatti sulla quantità e qualità del marmo estratto che viene calcolato il contributo di estrazione (la vecchia tassa marmi) da versare.

Già nel corso del 2016, l’azienda versiliese, che aveva appena avviato l’attività estrattiva (la data di inizio attività risale al 15 gennaio 2016), non aveva dichiarato il marmo estratto nella cava Trambiserra nel corso dei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio e giugno. Tanto che il Comune di Seravezza aveva inviato due multe alla ditta. La prima: una sanzione minima da mille euro, riferita ai primi tre mesi di omessa comunicazione. La seconda aumentata di 500 euro (quindi di 1. 500 euro in tutto) riferita al secondo trimestre. Nei primi mesi del 2018 era successo di nuovo. E quella volta la multa era salita a 2mila euro. «Il problema – ribadisce Sermattei – è sempre lo stesso. Non dipende da noi. Non riusciamo a presentare in tempo la documentazione perché non abbiamo camion nostri. Ma non è mai stata nostra intenzione non dichiarare il marmo estratto».

Lo scorso marzo era arrivata un’altra multa alla Sermattei. Questa volta non per mancata dichiarazione del marmo estratto, ma per il mancato pagamento del contributo di estrazione. Il valore della sanzione doveva essere del 10% della cifra che la ditta avrebbe dovuto già versare.

Dal momento che l’importo si aggirava attorno ai 14 mila euro, la multa fu di 1.400 euro circa. —

M.C.



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di Redazione web