Il Tirreno

Versilia

La statua di Giacomo Puccini contesa fra Viareggio e Torre del Lago

Paolo fornaciari
La statua di Giacomo Puccini contesa fra Viareggio e Torre del Lago

La scultura fu realizzata negli anni Venti da Paolo Troubetzkoy, amico del compositore, e donata dal Teatro alla Scala al Comune viareggino 

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VIAREGGIO. Ogni anno il programma delle celebrazioni dell’anniversario della morte di Giacomo Puccini - che cade il 29 novembre - inizia con il tradizionale omaggio al monumento del Maestro sul Belvedere, davanti al lago di Massaciuccoli e di fronte alla villa dove ha abitato per molti anni.

Questo offre il pretesto per ricordare che il monumento che ritrae nel bronzo Giacomo Puccini é opera dell'artista Paolo Troubetzskoy. L’ opera, realizzata negli anni Venti per il Teatro della Scala di Milano, fu poi donata alla Città di Viareggio nel giugno 1940 dall'amministrazione comunale di Milano e dall'Ente Autonomo del Teatro della Scala.

Lo scultore magico

Paolo Troubetzkoy, nato sulle sponde del lago Maggiore, il 15 febbraio 1866, il padre un principe russo, la madre una pianista e cantante lirica americana, fu uno scultore sostanzialmente autodidatta. Di lui Paola Calvesi ha scritto «è l’artista più magico di tutto l’Ottocento italiano». Nelle sue opere, gessi, bozzetti e sculture, di ogni dimensione, per buona parte patinati nei colori bronzo, ha ritratto personaggi come D’Annunzio, Segantini, Toscanini, Boldini e Puccini.

Con Giacomo Puccini Troubetzkoy condivideva l’amicizia di Luigi Illica, giornalista, scrittore, che con Giuseppe Giacosa scrisse i libretti di La Bohème, Tosca e Madama Butterfly.

Troubenskoy negli anni realizzò numerosi ritratti di Puccini. In una lettera che il 13 marzo 1903 il Maestro scrisse a Illica si puo leggere: «Il Troubetskoy è grande o piccolo? Mandamelo che lo metterò in sala-studio».

La statua contesa

Tornando al bronzo di Torre del lago, questo giunse a Viareggio nel settembre del 1940, ma a causa del clima generato dagli eventi bellici, fu riposto in un magazzino in attesa di sistemazione. Poi la scultura fu dimenticata fino al 21 luglio 1949, quando in un articolo apparso sulla cronaca locale si chiese che «la statua del Maestro che trovasi nei magazzini di questo municipio venga collocata nella piazza Puccini al Marco Polo».

Così, nell'adunata del Consiglio Comunale che si tenne il giorno dopo, il consigliere Marta Poggetti Togni propose di collocare la statua, in occasione delle commemorazioni pucciniane, «nell'atrio del Politeama per poi posizionarla in piazza Puccini al Marco Polo o in altra località adatta».

La proposta, che fu subito condivisa anche dal consigliere Savino Bonvini, non trovò d'accordo il collega Adolfo Picchi che intervenne: «E’ mio dovere far presente che anche noi torrelaghesi abbiamo una piazza onorata dal nome di Puccini, e che a pochi passi da essa sul lato ovest vi è la villa dell'indimenticabile Maestro, luogo ove Puccini trascorse gli anni migliori della sua vita, ove ha concepito e scritto tutte le sue opere, dico tutte, meno la “Turandot”, che l'ha iniziata a Torre del Lago e l'ha finita a Viareggio. Questo non è tutto. A pochi passi da essa, per sua espressa volontà riposano le sue gloriose spoglie. Ditemi voi quali delle due piazze è preferibile?».

A Torre del Lago

Il quesito sollevato non fu subito risolto perché il sindaco si dichiarò «non in grado di dire dove sia preferibile collocare la statua». Poi il 30 luglio, in occasione della successiva riunione del Consiglio, portò nuovamente in discussione il problema. Dopo un ampio dibattito, fu deciso di collocare la scultura a Torre del Lago. Inoltre il sindaco Antonio Garboli fece rilevare che il bronzo era privo del basamento e pertanto propose la nomina di una commissione, formata dai consiglieri Luigi Leonzi e Mario Casagrande, per lo studio della definitiva sistemazione della scultura. Così il 29 novembre, in occasione del venticinquesimo anno della morte del Maestro, alla presenza di rappresentanti del Governo e del compositore Ildebrando Pizzetti, il monumento fu finalmente inaugurato.

Anche se il paesaggio di Torre del Lago non è più il "gaudio supremo” descritto da Giacomo Puccini, il luogo conserva il suo fascino. Sul lago aleggiano ancora le immortali melodie del Maestro ed il bronzo di Troubetzskoy bene testimonia l'amore di Puccini per questo luogo, un sentimento profondo, quasi una malattia, che egli definì «la mia torrelaghite acuta». —


 

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di Redazione web