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Acquedotto colabrodo e l’acqua sparisce Il 37% dalla fonte non arriva ai rubinetti

Cesare Bonifazi

Complessivamente si perdono ogni anno 33 miliardi di litri. Ma Gaia prova a correre ai ripari con contatori e lavori

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Non tutto quello che viene preso dalle fonti arriva nel rubinetto di casa. Parliamo ovviamente di acquedotti e di acqua. Gaia, la società che serve 46 Comuni della Toscana, Versilia compresa, perde una quantità impressionante di acqua lungo tutto il percorso che va dal punto di captazione alle abitazioni domestiche o dell’esercizio commerciale. Si parla di 33 miliardi di litri d’acqua che ogni anno si perdono chissà dove tra tubature inadeguate e vetuste. Spesso si tratta di perdite non visibili, o in luoghi remoti che non sono segnalate.

I numeri

Ogni anno Gaia perde infatti nel nostro territorio oltre 33 miliardi di metri cubi d’acqua. Di questa cifra, oltre il 60% si trova in Versilia e nel distretto di Massa. Un volume che piazza Gaia al secondo posto tra i gestori idrici toscani nel rapporto tra metri cubi persi e lunghezza dell’acquedotto: 6,52 metri cubi di acqua per metro lineare. Numeri che vengono fuori dalla relazione annuale del direttore generale dell’Autorità idrica toscana (Ait). Si ricava prendendo in considerazione le bollette. Nel 2016 Gaia ha fatturato 27.274.279 partendo da una captazione di 59.128.137 e l’anno scorso 26.983.832 partendo da 62.507.917. Se fino al 2016 il dato della dispersione superava il 40%, questa cifra è scesa al 38,7% nel 2017. In Versilia la percentuale della dispersione di acqua nell’acquedotto è leggermente inferiore rispetto agli altri Comuni: 37%, in calo rispetto all’anno precedente. Questo grazie anche al lavoro capillare che è stato fatto sui tubi. Ma il dato rimane comunque superiore alla media toscana che è di 37,7%. Va però aggiunto che questi numeri comprendono anche il fenomeno delle cosiddette “perdite apparenti”, ovvero i volumi di acqua non misurati per errori nei contatori vecchi, per i furti di acqua o per i consumi non autorizzati. La percentuale può arrivare in Versilia anche al 10% delle perdite complessive. Per questo, tra gli obiettivi del gestore c’è la riduzione di queste perdite attraverso la progressiva la sostituzione dei contatori obsoleti, delle lenti tarate e con l’inserimento di misuratori su tutte le fonti captazioni (anche piccole).

Non siamo i peggiori

Tuttavia Gaia non è il caso più grave della Toscana: l’Acquedotto del Fiora, la società che gestisce il servizio in alta Maremma arriva al 48%. La nostra società dell’acqua, data anche l’estensione della sua rete, è al secondo posto. È seguita da Acque che ha perdite fino al 37,4%. L’acquedotto pisano di Nuove Acque è quello più in salute con appena il 19% di perdite nel 2017.

Le soluzioni

Gaia ha deciso di risolvere la situazione e ha messo in campo alcune azioni per contrastare le perdite: la sostituzione dei contatori, l’ottimizzazione delle pressioni, la riparazione delle perdite, la sostituzione delle tubazioni maggiormente compromesse. Gaia infatti sta “distrettualizzando” circa 720 chilometri di reti di distribuzione. Significa che verranno fatti interventi per calcolare i volumi dell’acqua. Tra queste centinaia di chilometri c’è anche il progetto di mettere mano a Forte Dei Marmi con l’installazione dei nuovi contatori. L’obiettivo nei prossimi cinque anni è arrivare distrettualizzare l’intera zona costiera e affrontare le maggiori criticità degli acquedotti montani. Oltre a questo verranno fatti interventi di risanamento, impermeabilizzazione e riparazione sulle strutture di accumulo come nel serbatoio di Monte Moneta a Camaiore che serve Viareggio e le sostituzioni nel Comune di Massarosa per contrastare il fenomeno della torbidità dell’acqua. Questi interventi permettono significativi recuperi sulle perdite. Oltre agli interventi più strutturali ci sono anche le riparazioni: tutti gli anni la società investe nella manutenzione straordinaria delle reti più di due milioni, di cui a un terzo in Versilia. —

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