Il Tirreno

Versilia

al museo dei bozzetti 

Studenti disabili rimasti fuori «Il sindaco deve chiedere scusa»

L.B.

Daniele Mazzoni all’attacco: meno annunci e più fatti sulle barriere architettoniche Domani incontro tra genitori e amministrazione comunale

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pietrasanta. «Il sindaco chieda scusa». Il caso dei due studenti su sedia a rotelle che non sono riusciti, mercoledì scorso, a visitare il Museo dei bozzetti, continua a fare discutere. E nel mirino di Daniele Mazzoni, Siamo Pietrasanta, finisce il primo cittadino.

«L’accesso negato a due ragazzi perché utilizzano la sedia a rotelle è un fatto che mi amareggia. Il sindaco dovrebbe semplicemente scusarsi con i ragazzi di tutta la classe e organizzare una visita al Museo dei bozzetti guidata e presidiata dall’amministrazione. Questo è quello che farei io», fa sapere Mazzoni, che entra poi nel merito di quanto accaduto nei giorni scorsi.

«La scuola Chini di Lido di Camaiore, da quanto ricostruito, il 19 novembre scorso aveva agito tempestivamente comunicando per via telefonica che alla visita sarebbero stati presenti ragazzi che utilizzano la sedia a rotelle tutelati dalla legge 104/92. Mi è stato, inoltre, segnalato che all’arrivo degli studenti non funzionava neppure il campanello per l’accesso ai diversamente abili. Infine, sembrerebbe che la scuola abbia comunicato che un addetto alla struttura avrebbe riferito agli insegnanti che l’accesso dei ragazzi diversamente abili avrebbe richiesto più di mezz’ora e che in ogni caso – continua Mazzoni – i ragazzi avrebbero potuto vedere solamente 3 statue. Quello che serve oggi a Pietrasanta sono meno annunci sulle barriere architettoniche e più interventi sulle strutture e sulla formazione del personale di luoghi di interesse turistico e culturale».

Una versione, quella di Mazzoni – che coincide con quella della scuola e dei genitori che avevano partecipato alla visita al museo – diversa da quella del Comune: da qui un incontro per fare chiarezza fra la stessa scuola e gli amministratori in agenda domani.

Nel frattempo, sempre a margine delle problematiche di accesso agli edifici pubblici una mamma ci segnala «quanto sia difficoltoso e umiliante per mia figlia entrare nella biblioteca comunale e una volta al suo interno muoversi. Tanto che ha rinunciato, ultimamente, ad andarci. Invito gli attuali amministratori a non fermarsi al caso singolo e a non parlare per proclami perché la situazione, sugli accessi, è lo ripeto, umiliante per molte persone disabili». —

L.B.



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