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Mensa più cara al rientro dalle feste: i genitori sono già sul piede di guerra
I redditi più elevati pagheranno 1,32 euro in più a pasto «Non è giusto e si rischia il fuggi-fuggi delle famiglie»
La mensa scolastica a Viareggio sarà più cara al rientro dalle feste natalizie. Con un provvedimento noto dall’estate scorsa, il Comune ha deciso di applicare un aumento delle tariffe a partire dal 1º gennaio che riguarderà molte fasce di reddito. Quella più elevata, sopra la soglia dei 36.151,98 euro all’anno, andrà a pagare 6,70 euro a pasto, invece degli attuali 5,38 euro. Un aumento di 1,32 euro a pranzo che, alla fine dell’anno scolastico – se si considerano un centinaio di giorni di tempo pieno – va sui 132 euro.
Per la fascia di reddito sotto i 36.151,98 euro e fino ai 20.500,01 euro si verseranno dai 5,70 ai 6,70 euro a pasto; da 16.500,01 a 20.500,01 la tariffa sarà dai 5,35 ai 5,70; da 6.000,01 a 16.500 sarà da 0,45 a 5,35 euro. Il pasto sarà gratuito per i redditi fino a 6.000 euro: questa è una novità positiva, perché oggi lo era fino a 4,732,24 euro. Ricordiamo che si parla di redditi Isee, che tra l’altro a gennaio scadono e vanno ripresentati. Saranno rimodulate anche le tariffe dei nidi, ma solo per quanto riguarda le fasce Isee senza incrementi particolari.
La scelta di aumentare il costo della mensa sta facendo discutere da giorni le famiglie viareggine, ma ora c’è chi ha deciso di uscire allo scoperto. È il caso dei genitori dell’istituto comprensivo Centro-Migliarina-Motto, nello specifico il rappresentante d’istituto Gionata Bonuccelli, avvocato molto noto in città. «Contestiamo questa decisione – dice Bonuccelli – le tariffe sono troppo elevate e non giustificate, a nostro avviso, in un momento in cui si dice che il Comune è uscito dal dissesto. Inoltre bisogna considerare la possibilità che, con costi così alti, si assista a un fuggi-fuggi delle famiglie dal servizio. Sappiamo che, con la sentenza recente del Consiglio di Stato, è possibile portarsi il pranzo da casa e ci sono scuole che già si sono adeguate. Una politica del genere invoglia ad approfittarne e a non avvalersi più del servizio: lo dico a malincuore, io sono un sostenitore della mensa scolastica. Per tutti questi motivi – conclude Bonuccelli – chiediamo un incontro all’amministrazione, nell’idea di congelare questo tipo di decisione». La voce che il Comune potesse bloccare i rincari si era diffusa nei giorni scorsi, ma dall’amministrazione non arrivano conferme. —
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