Il Tirreno

Versilia

La lettera di Natale del primario ai colleghi: «Grazie per i vostri sì che salvano le vite»

Matteo Tuccini
Stefano Buzzigoli, direttore di Anestesia e rianimazione all’ospedale Versilia
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Stefano Buzzigoli, direttore di Anestesia e rianimazione all’ospedale Versilia

Stefano Buzzigoli, direttore della Rianimazione del Versilia: «Avreste diritto di lamentarvi, invece raddoppiate le forze» 

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VIAREGGIO.  A Natale siamo tutti più buoni, persino il primario. Ci scherza anche lui, Stefano Buzzigoli, medico anestesista viareggino della classe di ferro 1951, da 15 anni direttore della Rianimazione dell’ospedale Versilia. Un’istituzione, da queste parti. Ma che dell’istituzione non ha l’arroganza. Anche perché chi lavora in un reparto come il suo sa che c’è un confine sottilissimo, tra il tutto e il niente. E molto dipende da chi, in quel momento, ti tiene stretto con le sue braccia e le sue mani. Chi non ti lascia andare via, o se proprio deve farlo lo fa sussurrandoti buon viaggio.

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«Verrebbe da dire – scrive il dottor Buzzigoli – che con il Natale che si avvicina tutti siamo più disposti a fare auguri e regali, ma in realtà non è l’avvento del Natale che mi stimola a scrivere. Ma un desiderio che va oltre le festività in generale. Voglio semplicemente e pubblicamente ringraziare la mia squadra di infermieri ed operatori sociosanitari, che giornalmente vive e lavora con me e che costantemente mantiene un livello professionale di eccellenza». Così comincia quella che ha tutta l’aria di una lettera natalizia rivolta a chi, invece di lamentarsi (e il dottor Buzzigoli ammette che ne avrebbero qualche ragione) perché sono pochi, perché il lavoro aumenta, perché lo stress è insopportabile, raddoppia le forze. Nell’obiettivo di salvare le vite o di confortare chi sa che non ce la farà.

«Sento il bisogno di dirvi grazie – scrive Buzzigoli ai colleghi – per quello che fate per i pazienti e per la vostra preparazione in tutti i casi di altissima complessità assistenziale trattati. Grazie per le abilità specifiche ed impegnative prestate nel vostro compito: una in particolare fra tutte, nel mettere in funzione le macchine complicate da dialisi continua. Che solo voi in tutta la nostra Asl di area vasta fate da soli, senza supporti esterni e senza gratificazioni specifiche. Oppure la capacità, non di tutte le altre Rianimazioni, di procedere alle manovre di posizionamento di alcuni pazienti in pronosupinazione per le gravissime insufficienze respiratorie. E tante altre prestazioni che vi fanno onore e vi distinguono».

«Grazie alla vostra collaborazione – prosegue Buzzigoli – fate fronte anche all’assenza dell’infermiera caposala, addirittura mancante dal luglio 2017 e che per motivi ingiustificati ancora non è stata sostituita, al prezzo anche di un vostro modesto sacrificio economico, dovendo a turno farne le veci rinunciando alle notti e relative indennità. Grazie ancora al vostro costante sì di fronte al lavoro ad elevato stress, al non tirarvi mai indietro davanti a tutte le sfide difficili, compresa l’accettazione e la partecipazione a seguire alcuni pazienti con profondo calore e umanità negli ultimi giorni della loro vita».

«Voi tutti infermieri ed operatori sociosanitari – continua la lettera – siete la forza nascosta e insostituibile che muove la Rianimazione, una sorta di equipaggio addestrato e non visibile che sostiene e controlla tutti i pazienti a difesa di avversari imprevedibili e talora anche invincibili. Non finirò mai di ringraziarvi e mi sento profondamente onorato e fiero di avervi con me ogni giorno a fare la vera buona sanità». —

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