Sicurezza
Museo dei Bozzetti inaccessibile per due studenti in carrozzella
I compagni di classe per protesta hanno deciso di non proseguire la visita L’assessore Bartoli: «Stiamo verificando che cosa è accaduto e perché»
. I due studenti, su sedia a rotelle, non riescono a visitare il Museo dei Bozzetti e i compagni di classe, per amicizia e solidarietà, si rifiutano di dare seguito alla visita in questione per poi allontanarsi accompagnati da genitori e insegnanti. Una vicenda con qualche punto di domanda di troppo e dai contorni sgradevoli quella andata in scena due giorni fa nel centro storico cittadino. Vicenda dove le versioni, quella del Comune e ancora quella di un genitore e di altre persone presenti, non coincidono del tutto: a breve ci sarà un chiarimento fra le parti, ma sullo sfondo resta un dato di fatto incontestabile: la difficoltà di accedere in determinati spazi pubblici per le persone disabili.
«Mercoledì scorso mia figlia, che frequenta il Chini di Lido di Camaiore, insieme alla sua classe doveva visitare il Museo dei Bozzetti a Pietrasanta. La nostra scuola aveva fatto presente agli uffici comunali la presenza di due studenti su sedia a rotelle proprio per evitare – racconta la mamma della ragazza disabile – quelle problematiche che spesso, purtroppo, si verificano. Una volta arrivati davanti al Chiostro siamo rimasti in attesa 30 minuti perché nessun dipendente comunale ha avuto la premura di venire a indicarci dov’era l’accesso riservato ai disabili, evidentemente male segnalato. Quello che però ci ha amareggiato, una volta dentro, sono state le parole di un addetto che di fronte alla necessità di fare ricorso al montascale per accompagnare al piano superiore, dove si trova il museo, mia figlia e l’altro ragazzo, ha risposto che per completare tutta l’operazione ci sarebbe voluto mezz’ora e che comunque solo una parte dello stesso museo è percorribile e visitabile per chi è disabile. Parole, dette davanti agli studenti, che ci hanno particolarmente rattristito. Sono risposte che uno non vorrebbe mai sentirsi dire. Noi capiamo che ci possano essere difficoltà in certi contesti però, in talune situazioni, ci vuole sensibilità. Quella sensibilità che hanno avuto da lì a poco, a teatro altri addetti, proprio per dire che non siamo qui a fare polemiche, ma solamente per ribadire che certe parole sono inaccettabili. Visto che, alla luce di quella risposta, per mia figlia e l’altro ragazzo, accedere al Museo non era possibile, i compagni di classe hanno deciso di non proseguire la visita. E ci siamo allontanati tutti insieme».
Dalle scuole Chini non filtrano commenti ufficiali: la direzione didattica ha comunque inviato una lettera al Comune dove nel raccontare quanto accaduto aggiunge che della presenza, nella scolaresca, di due studenti su sedia a rotelle era stata data comunicazione in anticipo. «Noi non vogliamo fare polemiche sui giornali: quello che ci preme – precisano dalla scuola – è che, in futuro, non si ripetano più questi episodi».
Si impegna a fare chiarezza sull’accaduto l’assessore Elisa Bartoli. «Ho parlato con i referenti dell’ufficio cultura: per quanto mi riferiscono le cose sarebbero andate diversamente visto che l’addetto si è limitato a proporre un’alternativa di accesso e che comunque non avevano ricevuto comunicazioni della presenza di studenti disabili nella scolaresca in visita, anche se questa non sarebbe una giustificazione. È evidente che, viste le versioni diverse, va fatta chiarezza e per questo motivo ci incontreremo con tutte le parti coinvolte: se ci sono stati comportamenti sbagliati agiremo di conseguenza». –
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