Sicurezza
Cadde dal ponteggio ai Navicelli falsa partenza per il processo
Un’eccezione procedurale ha bloccato l’udienza di smistamento per l’infortunio accaduto nel 2016 a Massimiliano Garbocci
VIAREGGIO. Un’eccezione procedurale blocca il processo con l’effetto di rimandare gli atti in Procura per procedere a una nuova richiesta di rinvio a giudizio. Lo ha deciso il giudice Luca Salutini (pm onorario Evelina Lalli) accogliendo la richiesta delle difese dei quattro imputati accusati di lesioni colpose gravissime in cooperazione per l’infortunio sul lavoro avvenuto il 21 luglio 2016 nel cantiere navale della Overmarine ai Navicelli nella Darsena pisana.
Il mancato interrogatorio, dopo la chiusura delle indagini, chiesto da uno degli indagati ha stoppato l’udienza dibattimentale in programma ieri mattina. Sarebbe stata un’udienza di smistamento per poi incardinare il processo.
A giudizio erano finiti il titolare della Overmarine, Giuseppe Balducci, 81 anni, storico imprenditore della nautica di Viareggio; Bruno Lotti, 77 anni, titolare della Mec-Carpensalda, di Livorno; Paolo Ceragioli, 42 anni, di Camaiore e Tiziano Bocchi, 60 anni, originario di Castel del Piano (Grosseto).
Ora le carte tornano in Procura per una formulazione del rinvio a giudizio.
La storia risale a poco più di due anni fa. Massimiliano Garbocci, 48 anni, di Viareggio, cadde da un ponteggio all’interno della Overmarine, intorno alle 10,30 del mattino, e nell’impatto con il suolo si procurò lesioni tali da finire in rianimazione a Cisanello.
Poco alla volta l’artigiano, chiamato dal cantiere nautico proprio per la sua abilità, è riuscito a recuperare una sua autonomia e in occasione del varo dello yacht ha ricevuto i ringraziamenti e gli incoraggiamenti dai vertici della Navicelli Spa, la società che gestisce l’area industriale.
Garbocci era caduto da un paio di metri mentre lavorava su un'impalcatura per il sollevamento e il trasferimento di uno yacht all'interno del cantiere Overmarine di Pisa, lungo il canale dei Navicelli. Un’imbarcazione da 42 metri per la quale sono state impiegate almeno cento maestranze dirette, più l’indotto.
Gravissimo il trauma cranico per il 48enne, provocato dall'impatto avvenuto nell'area della prua dello scafo allora in costruzione, un'opera subappaltata da Overmarine alla società livornese Mec Carpensalda.
L’inchiesta venne affidata dal sostituto Procuratore Antonio Giaconi, ai tecnici dell'Asl di Pisa che nell’informativa finale - redatta dopo avere ascoltato numerosi testimoni - hanno indicato presunte responsabilità nella gestione della parte riferita alle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. —
Pietro Barghigiani
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