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Piagentini: «Scriveremo al rettore di Roma Moretti non può insegnare all’università»
L’ex numero uno di Fs si dichiara innocente e annuncia che intende rinunciare alla prescrizione nel processo d’appello
Disastro ferroviario di Viareggio all’attenzione di un servizio della trasmissione “Le Iene” ed è così che i familiari delle vittime - 32 morti, nove anni fa - scoprono l’incarico che Mauro Moretti, condannato in primo grado a 7 anni, ricopre come docente esterno dell’università di Tor Vergata, Roma. Moretti, per l’anno accademico 2018-2019, insegnerà “Cross cultural management e adattabilità culturale” alla facoltà di economia. Ai microfoni de “Le Iene” Moretti, ex amministratore delegato di Rfi e Ferrovie, oggi presidente della Fondazione di Fs, ribadisce «sono innocente» e conferma: «Rinuncerò alla prescrizione».
Nell’ampio servizio anche le voci di alcuni dei familiari delle vittime. All’indomani della messa in onda, Marco Piagentini, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”, nata per riunire chi da nove anni piange i propri cari e si batte per avere giustizia, annuncia al “Tirreno”: «Scriveremo al rettore della facoltà di economia dell’università di Tor Vergata. Solo in Italia chi è stato condannato per una vicenda come il disastro ferroviario di Viareggio viene chiamato ad insegnare».
Ma non c’ solo Moretti: «Ci fa specie - continua Piagentini - che Michele Mario Elia, condannato a sette anni e mezzo in primo grado per quanto accaduto a Viareggio, abbia ancora un ufficio delle Ferrovie». Elia, ex ad di Rfi e di Fs - la cui carriera ha seguito pari passo quella di Moretti - oggi è country manager Tap Italia, la società che deve realizzare il gasdotto in Puglia. In queste vesti Elia è indagato, insieme ad altri, dalla Procura di Lecce. L’intervista andata in onda sulla rete Mediaset è stata realizzata all’entrata della stazione Termini, dove si trova l’ufficio del manager.
«Cosa direste agli imputati se li aveste davanti», è una delle domande del servizio. «Non è ancora il tempo», risponde Piagentini. Il quale al Tirreno consegna parole pesanti come macigni: «Loro non si meritano neppure di vedere il nostro dolore».
Frasi che fanno male anche solo ad ascoltarle. Specialmente se confrontate con il ricordo dello stesso Moretti, nella sala di rappresentanza del Municipio di Viareggio, al mattino del 30 giugno 2009: nessuna responsabilità delle Ferrovie e nessun pagamento dovuto per l’accaduto. Una frattura che non si è mai sanata. Con Moretti che nell’intervista tv si esprime così: «Questa cosa è stata un po’ gonfiata». O, per dirla con le parole dell’appello del legale dell’ex numero uno di Ferrovie, è stata «ingigantita a dismisura inseguendo narcisismi, revanscismi, invidie, pulsioni collettive tanto astiose quanto ingiuste».
Come si può pensare - sono invece le parole di Piagentini e dei familiari delle vittime tutti ricordando l’incubo prescrizione - «di non accertare la verità? Perché qui qualcuno ha sbagliato. Qui ci sono responsabilità ben precise. Non è arrivato un Ufo a spostare quel treno...». —
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