Il Tirreno

Versilia

Nunzio Fiorentino torna dall’America e si consegna a uno degli investigatori

Matteo Tuccini
Nunzio Fiorentino torna dall’America e si consegna a uno degli investigatori

Ha preso il primo volo e si è presentato al commissariato dove lo attendeva l’ispettore Tonioli. Ora è ai domiciliari 

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VIAREGGIO. Il dubbio non lo ha sfiorato nemmeno per un momento. Sapere che i suoi genitori e suo fratello erano stati arrestati all’alba, con accuse molto gravi, gli ha fatto prendere la decisione più logica. Rientrare subito dagli Stati Uniti d’America, dove si trovava per motivi di lavoro, con il primo volo possibile. E presentarsi in commissariato a Viareggio, dove lo attendeva l’ispettore capo Fabrizio Tonioli. Uno degli investigatori chiave dell’indagine Oro Forte, avviata quando Tonioli era a capo dell’Anticrimine del commissariato di Vittoria Apuana.

Alle 19 circa di ieri sera (28 novembre) Nunzio Fiorentino, 32 anni, si è costituito e si è visto consegnare dalla polizia il provvedimento del giudice Antonia Aracri, che prevede per lui gli arresti domiciliari. Un provvedimento al cui interno c’era la custodia in carcere per suo padre Gennaro Fiorentino, 55 anni, sua madre Serena Cioni, 55, e suo fratello Matteo, 29 anni compiuti proprio martedì. Un compleanno triste, per una famiglia che è finita interamente sotto inchiesta assieme ad altre quaranta persone. Di cui 24 sono finite in carcere. Da ieri anche Nunzio, formalmente residente in via delle Rose a Piano di Conca dove vivono i genitori, non è più libero.

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La ricostruzione degli inquirenti individua due associazioni a delinquere: una dedita ai furti nelle case e l’altra pronta ad acquistare oro e gioielli rubati, a un terzo della quotazione ufficiale, per spezzettarli e rifonderli in lingotti da rivendere a colleghi di Compro oro e non. Con un giro d’affari da centinaia di migliaia di euro all’anno.

Nel mirino di Procura di Lucca, polizia e Guardia di finanza è finita l’attività di famiglia dei Fiorentino, i due Compro oro in via Machiavelli a Viareggio e in piazza Carducci a Pietrasanta. Il primo intestato a Matteo Fiorentino, calciatore dilettante, conosciutissimo in Versilia per aver vestito le maglie di Viareggio (giovanili), Forte dei Marmi e Pietrasanta. Oltre che per aver militato nei Cavalieri del mare beach soccer di Viareggio e nel Livorno beach soccer. Il negozio di Pietrasanta, invece, è intestato alla moglie di Nunzio. Logico che lui fosse maggiormente coinvolto nell’attività di quest’ultimo punto vendita. Anche se, secondo gli inquirenti, entrambi i negozi venivano portati avanti da Gennaro Fiorentino, imprenditore che avrebbe avuto l’ultima parola su tutto, con il supporto del fido collaboratore Alessandro Iselli. Un’ultima parola che, stando alle carte dell’inchiesta, sarebbe stata decisiva anche quando Nunzio avrebbe proposto di portare l’oro “trattato” all’estero, per poterlo di nuovo commercializzare. Il padre avrebbe negato questa possibilità, anche allo scopo di proteggere il figlio dal rischio di essere intercettato ai controlli aeroportuali. Fatto sta che il giudice ha riconosciuto che, per quanto legato alla famiglia e consapevole di quello che stava accadendo, il ruolo di Nunzio fosse secondario rispetto agli altri. Da qui la decisione di metterlo ai domiciliari.

 

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