Il Tirreno

Versilia

violenza sulle donne 

Aggredita dal marito all’ora di cena lo denuncia Ferite guaribili in un mese

Donatella Francesconi

VIAREGGIO. Lei ne avrà per un mese di cure a causa dei danni fisici subiti, ed intanto - uscita dall’ospedale ieri mattina - ha deciso di sporgere denuncia contro il marito. Con il quale - nella...

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VIAREGGIO. Lei ne avrà per un mese di cure a causa dei danni fisici subiti, ed intanto - uscita dall’ospedale ieri mattina - ha deciso di sporgere denuncia contro il marito. Con il quale - nella serata di lunedì - ha avuto una lite violenta che l’ha portata in Pronto soccorso all’ospedale Versilia.

La donna ha deciso di sporgere denuncia contro l’uomo e non è tornata a casa, ma si trova in una situazione alloggiativa protetta. La posizione del marito è al vaglio della Autorità giudiziaria, dopo che la violenta lite che ha portato la donna in ospedale ha richiamato sul posto, oltre ai soccorritori inviati dalla Centrale operativa 118, anche i carabinieri della Compagnia di Viareggio.

Starà ai magistrati della Procura di Lucca - una volta esaminati gli atti prodotti dai militari dell’Arma - valutare se disporre o meno un qualche provvedimento nei confronti dell’uomo, per esempio un divieto di avvicinamento.

Rimane il dramma nel dramma: la donna, vittima della violenza domestica, deve modificare le proprie abitudini, fare i bagagli - spesso portando con sé i figli minori - per mettersi al sicuro in un’abitazione che non è la propria, che comporta forzatamente un “accampamento” rispetto al tornarsene a casa per rimettere insieme i pezzi, quelli fisici e quelli psicologici, e ricostruirsi un’esistenza.

Spesso l’abitazione della famiglia è di proprietà dell’uomo e, comunque, i divieti di allontanamento dell’uomo violento hanno ancora tempi troppo lunghi, anche in casi in cui la scia di violenze arriva da lontano e si dipana nel tempo, segnando pesantemente matrimoni e convivenze.

Un po’ come se alla vittima di una rapina si imponesse di cambiare casa per non correre il rischio che il rapinatore si ripresenti e provi di nuovo a mettere a segno il colpo ora che sa la strada di casa. Ma sembra difficile da capire la disparità che il sistema giudiziario crea tra vittima e vittima. —

Donatella Francesconi

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