Il Tirreno

Versilia

la scomparsa del regista 

Quando Bertolucci vinse il premio Viareggio

Claudio Vecoli
Quando Bertolucci vinse il premio Viareggio

Prima di affermarsi nel mondo del cinema, Bernardo scriveva poesie  E nel 2015 la sua partecipazione ad Europacinema saltò all’ultimo minuto

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Tutti lo conoscevano come regista. E che regista… Da Il conformista a Novecento, da Ultimo tango a Parigi fino a Io ballo da sola, è stato uno dei grandi autori del cinema italiano. Ma Bernardo Bertolucci, morto ieri a Roma all’età di 77 anni, è stato anche uno scrittore. O, meglio ancora, un poeta. Ed è proprio in quella veste – quando la sua carriera dietro la macchina da presa doveva ancora sbocciare – che, ancora giovanissimo, ha legato il proprio nome a Viareggio. Già, perché nel 1962 – ad appena 21 anni – Bernardo Bertolucci vinse il premio Viareggio con la raccolta di poesie In cerca del mistero, sua opera prima.

A chi conosce la biografia di Bertolucci, in realtà, questo episodio meno noto della sua vita non appare poi così strano. Bernardo – oltre ad essere il fratello di Giuseppe, altro regista di primo piano del cinema italiano - era infatti figlio di Attilio, a sua volta illustre poeta che ha attraversato tutto il Novecento. E proprio il padre aveva già vinto il premio Viareggio nel 1951 con La capanna indiana (che poi ha conquistato una seconda volta nel 1989 con La camera da letto). Per l’allora brillante Bernardo, studente alla facoltà di lettere della Sapienza di Roma, intraprendere la strada del padre era sembrato quasi normale. E quel successo al premio Viareggio dimostrava che c’era anche della stoffa. Ma più che la poesia, in quegli anni ad affascinare il giovane intellettuale fu soprattutto il mondo del cinema. Nel quale si lanciò dapprima come assistente di Pier Paolo Pasolini e successivamente come regista apprezzato anche in campo internazionale.

Tornando alla parentesi poetica e alla vittoria del premio Viareggio, la sua presenza in città passò tutt’altro che inosservata. Proprio in quegli anni, dopo averla conosciuta sul set di Accattone, Bernardo Bertolucci visse una intensa relazione con l’attrice Adriana Asti. E nel suo soggiorno versiliese furono molte le foto dei due scattate più o meno furtivamente e pubblicati su giornali e riviste patinate dell’epoca. Ma c’è una foto – anche questa scattata a Viareggio – a cui Bertolucci era particolarmente affezionato e che lo ritrae in compagnia di Giuseppe Ungaretti, all’epoca settantenne.

C’è invece una seconda pagina della sua vita intrecciata con Viareggio – stavolta legata al cinema – che non è stata scritta solo per una serie di sfortunate coincidenze. Nel 2015, infatti, Bernardo Bertolucci sarebbe dovuto essere l’ospite d’onore di EuropaCinema, all’epoca ancora ben ancorato a Viareggio. Il festival gli avrebbe dedicato una retrospettiva, una lezione di cinema e gli avrebbe dovuto consegnare un premio alla carriera. Per ospitare il regista, ormai da tempo costretto su una sedia a rotelle, l’organizzazione di EuropaCinema – attraverso Giulio Marlia – aveva già risolto alcuni problemi logistici legati ai suoi problemi di deambulazione che gli impedivano di muoversi facilmente dalla sua abitazione di Roma. Tutto sembrava fatto – anche se la notizia rimase riservata – e si aspettava soltanto l’occasione di ufficializzare l’annuncio. Bertolucci dovette però declinare l’invito quando – proprio in contemporanea con EuropaCinema – fu invitato a Los Angeles per ritirare un prestigioso premio alla carriera. E la sua presenza a Viareggio saltò. —



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