Gioco
Anche la Passeggiata finisce nel mirino di chi ricicla denaro
L’ombra della criminalità organizzata sulla Versilia. L’allarme di Vannozzi, presidente del Centro commerciale: «Ci sono locali che non battono chiodo ma non chiudono»
VIAREGGIO. Continua a far discutere quanto dichiarato, nei giorni scorso al Tirreno, dalla presidente di Federalberghi Versilia Maria Bracciotti in merito al nostro territorio come nel mirino di chi ha necessità di riciclare capitali di provenienza illecita. «Locali come “lavanderie”?», è il ragionamento di Roberto Vannozzi, presidente del Centro naturale commerciale Passeggiata di Viareggio: «È sotto gli occhi di tutti che ci sono attività commerciali le quali non battono chiodo, pur rimanendo aperte. Vale la pena di chiedersi come riescono in questa impresa, ancor più mentre molti commercianti vivono invece grandi difficoltà».
Nei mesi scorsi è stato proprio Vannozzi a chiedere alle forze di polizia la verifica su un locale in Passeggiata, a proposito del quale il sospetto che potesse servire da “lavanderia” per denaro da ripulire era molto forte. Un atto coraggioso, così come coraggiosa è stata la denuncia di Bracciotti, caduta nel totale silenzio delle associazioni di categoria.
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In una Versilia dove «tutto è in vendita», per dirla con le parole dell’ex assessore al turismo di Camaiore, Carlo Alberto Carrai. E dove anche la Passeggiata di Viareggio vive tempi di un continuo altalenarsi di speranza - i fondi chiusi che riaprono dopo anni o mesi di buio - e disperazione, quando le saracinesche non si rialzano anche in complessi storici come può essere quello del Politeama.
«Tutto è in vendita», conferma al Tirreno Gianfranco Antognoli, una vita da direttore di banca ed oggi fondatore dello studio “Concredito”: «Dopo anni di crisi si arriva a vendere, anzi a svendere. Specialmente a quelli che si fanno avanti con il contante». Ed anche a chi si presenta come inappuntabile ed invece vuole solo imbrogliare, come accaduto ai proprietari dell’Hotel Gigliola di Lido di Camaiore, irretiti dagli arrestati nell’ambito della operazione “Drago” della Dda di Genova a Massa. «Più di una persona arriva da noi con lo sguardo disperato dichiarando “sono pronto a tutto”», racconta Antogonoli: «E fanno capire bene che sono disposti ad andare anche dagli usurai».
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Ma non c’è solo la spirale della delinquenza a stritolare gli imprenditori versiliesi. «Quando un cliente mi telefona per informarmi che ha trovato “un socio straordinario” mi viene sempre un brivido», prosegue Antognoli. Il gioco è così sintetizzato, per esempio nella nautica viareggina: «Si prende un cantiere che va male, si apportano capitali per il rilancio, poi si presenta un piano di rientro che il cantiere non potrà mai sostenere, e così scatta il fallimento. A quel punto il curatore ed il giudice delegato favoriscono l’affitto d’azienda ad un soggetto terzo collegato al socio che ha messo i capitali. Chi acquisterà lo farà con quattro soldi e si ritroverà l’avviamento gratis. E tutto questo è legalissimo». In uno scenario in cui «chi ha capotali da investire è in grado di individuare le aziende che hanno problemi di sottocapitalizzazione o sovraindebitamento».
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