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Medici non vaccinati, il monito dell’ordine: «È un nostro dovere dare il buon esempio»

Medici non vaccinati, il monito dell’ordine: «È un nostro dovere dare il buon esempio»

Il presidente Quiriconi: «Il siero antinfluenzale importante soprattutto per tutelare la salute dei pazienti a rischio»

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VIAREGGIO. Sui dati, dice di essere scettico. «Non voglio credere che solo un medico su cinque all’ospedale Versilia sia vaccinato contro l’influenza. Sono persone sensibili, sanno quanto sia importante». Sulla posizione da tenere in tema di vaccino antinfluenzale, invece, Umberto Quiriconi, presidente dell’ordine dei medici della provincia di Lucca e numero due della Federazione toscana degli ordine dei medici, non ha dubbi: «I medici devono vaccinarsi anche contro l’influenza: devono essere i primi a dare il buon esempio». . Il tema è stato sollevato da Il Tirreno e ha creato non poche perplessità nel settore sanitario. Dai dati forniti dalla stessa Asl, emerge infatti che solo il vento per cento dei medici è vaccinato (o ha intenzione di vaccinarsi) contro l’influenza. C’è chi non lo ritiene necessario, chi rimanda, chi non ci ha nemmeno mai pensato. Ma secondo il presidente dell’ordine: «È chiaro che la vaccinazione contro l’influenza sia importante e va fatta».

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Per due motivi, dice Quiriconi. Anzitutto per se stessi: «Va fatta per mantenere la nostra efficienza». Ma poi (in questo caso soprattutto) per gli altri. «Noi medici abbiamo la custodia degli altri e bisogna tutelarli. E mi stupisce leggere che solo un medico su cinque si sia vaccinato. Mi piacerebbe fare uno studio più approfondito sul caso».

Il vaccino antinfluenzale non è obbligatorio e non può esserlo quindi nemmeno per i medici e per il resto personale sanitario. In alcune regioni si è parlato di possibili provvedimenti contro chi si rifiuta di farlo. Ma in Toscana, assicura l’Asl, non avverrà. L’azienda sanitaria ha pubblicato un calendario di vaccinazioni per i vari reparti dell’ospedale di Lido di Camaiore, ma, per il momento, in pochi hanno risposto all’appello.

«L’influenza – commenta Quiriconi – non può essere sottovalutata da chi lavora nel settore sanitaria e sono convinto che nessuno, o quasi, lo faccia. La vaccinazione è importante, non solo perché limita il rischio di malanni e quindi di disagi legati alla perdita di giorni di lavoro. Il vaccino è anche una forma di responsabilità sociale verso le persone che non possono farlo e sono più esposte ai rischi delle complicazioni. Quindi è chiaro che non posso far altro che consigliare ai medici di vaccinarsi».

Gli obiettivi principali della vaccinazione, d’altronde, sono la prevenzione delle forme gravi di influenza e la riduzione della mortalità nelle persone a rischio. Cioè le persone di età superiore a 65 anni e di tutte le persone di qualsiasi età affette da alcune patologie croniche di base che aumentano il rischio di complicanze in corso di influenza.

 

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