Il dolore
L’uomo che aggredisce è spesso un insospettabile
I dati della Casa delle donne in occasione della mostra a Pietrasanta sullo stupro: in 10 mesi sono state 131 le donne che hanno chiesto aiuto
PIETRASANTA. Nei primi 10 mesi del 2018, 131 donne hanno chiesto aiuto denunciando episodi di violenza. Dati, su scala versiliese, drammatici e motivo di riflessione, resi noti ieri mattina a margine della giornata di iniziative nel Chiostro di S.Agostino, e celati dietro il velo inquietante della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne Il 20% di chi si rivolge a strutture organizzate - in Versilia la Casa delle Donne di Viareggio - decide per la denuncia. Il resto, invece, continua a dormire nel letto a fianco dell’aguzzino. «L’uomo che ferisce, violenta e riesce anche ad uccidere è solitamente un insospettabile. Il 14% degli autori delle violenze vede come responsabili parenti, amici e vicini di casa - è stato rimarcato sempre ieri mattina dai referenti della Casa delle Donne -. Accade sempre più spesso nella fascia tra i 18 e 29 anni così come sono in aumento, le donne che denunciano di avere subito una violenza. Otto donne su dieci dormono, come detto, nello stesso letto del loro aguzzino e solo il 20% trova la forza per parlarne con qualcuno». La struttura ha in carico 167 casi: alcune, esasperate dal dolore quotidiano, sono fuggite dalla propria abitazione, altre si trovano in case-rifugio.
Il mix di arte con la mostra degli abiti dello stupro, testimonianze, analisi di esperti, dimostrazioni e strumenti di difesa hanno dunque rappresentato quel pugno allo stomaco evocato dall’assessore al sociale Elisa Bartoli: «La donna è vittima dell’ignoranza e di un retaggio preistorico, secondo cui per certi uomini è ancora il sesso debole rifiutando il ruolo sempre più incisivo ed importante che ha in società. La nostra amministrazione, attraverso l’ufficio sociale, è in campo ogni giorno per prevenire e contrastare le scintille del disastro».
È la famiglia il luogo dove matura la differenza. Lo ha ricordato il senatore Massimo Mallegni nel suo intervento: «Ci preoccupiamo sempre di come nostra figlia si veste, quando esce, ma non chiediamo mai ai nostri figli maschi come si vestono. Perché? La nostra responsabilità, di genitori, è educare i figli alla non diversità. A volte è colpa nostra…».
Tanti gli appuntamenti nel Chiostro: dagli interventi di medici e specialisti come il medico responsabile del Centro di coordinamento violenza di genere dell’Asl, Cristina Mugnetti, la psicologa Barbara Vannini, l’ostetrica Cristina Grandi e Bruna Monticelli della Cooperativa Compass, passando per la Casa delle donne e la dimostrazione di autodifesa con Mirco Ramacciotti, fino al corso per difendersi con lo spray antiaggressione (al peperoncino). Un centinaio gli spray andati a ruba in poche ore.
La mostra sugli abiti dello stupro, con testimonianze scritte drammatiche a cornice degli indumenti, è visitabile anche questa mattina. —
Luca Basile
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