Lutto
Il chirurgo: «L’ospedale è aperto chiunque può portare il virus»
Domenici della Fials: l’influenza non è mai stata percepita come una malattia grave tanto che nemmeno l’Asl ha promosso campagne
Viareggio. È andato in pensione da pochi giorni e non si è mai vaccinato una volta contro l’influenza. Ma non chiamatelo No Vax. Franco Domenici, chirurgo storico dell’ospedale Versilia, semplicemente, non è mai stato «pienamente convinto dell’efficacia del vaccino antinfluenzale». Al Tirreno, parlando a nome della Fials (di cui è rappresentante sindacale dell’aria medica), elenca anche una serie di motivi.
Punto primo: «Il virus dell’influenza varia di anno in anno, non è mai lo stesso. Il vaccino viene fatto quindi sulla base del virus dell’anno precedente o sulla base dei primi focolai dell’autunno». Questo, secondo il medico, significa che «ha un’efficacia sicuramente minore rispetto ad altri vaccini che invece vengono creati appositamente, come quello contro l’epatite, il morbillo, la meningite. Avevamo un collega – racconta – che, ad esempio, si vaccinava ogni anno contro l’influenza, eppure, ogni anno, sistematicamente, si ammalava. Erano sempre forme influenzali minori, ma si trattava comunque di influenza».
Punto secondo: «L’ospedale è aperto a tutti. Nei reparti entrano i parenti dei pazienti, gli amici; c’è chi parla di far entrare anche gli animali. Quindi può essere vaccinato il medico, ma se tutti gli altri non lo sono, ha poco senso. Allora dovremmo obbligare tutti a vaccinarsi prima di entrare in ospedale. Inoltre non dimentichiamo che, chi ha l’influenza, in genere, sta a casa».
Terzo: «L’influenza non è mai stata percepita da noi medici, o dalla molti di noi, come una malattia grave, come un’emergenza per la prevenzione – continua Franco Domenici –. E lo dimostrebbe il fatto che nemmeno l’azienda sanitaria ha mai portato avanti una massiccia campagna di sensibilizzazione e di vaccinazione come è stato fatto per altre malattie».
Detto questo, chiosa Domenici, «magari è importante che si vaccini il personale sanitario che lavora nei reparti a rischio, come potrebbe essere l’oncologia». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
